Scuola, Invalsi: giovani italiani sempre più impreparati.

Uno studente su due si diploma con lo stesso livello di competenze in italiano e matematica di un giovane della terza media. A certificare questo livello di disagio tra i giovani italiani è l’Invalsi – l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione – attraverso lo studio sulla didattica a distanza.

Un calo di qualità formativa, si legge nel report, generalizzato in tutto il Paese e dal quale resta esclusa la scuola elementare. A partire dalle medie, invece, si registra un crollo del rendimento degli studenti soprattutto in matematica e italiano, che aumenta negli istituti superiori e nelle regioni che hanno tenuto le scuole chiuse più a lungo.

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Alle scuole medie, uno studente su 3 non raggiunge risultati adeguati in italiano e quasi uno su due in matematica. Numeri in aumento nelle scuole superiori dove quasi 1 su due presenta pesanti lacune in italiano (44%, +9% rispetto al 2019) e in matematica (51%, +9% rispetto al 2019).

In molte regioni del Sud Italia oltre la metà degli studenti al termine delle superiori non raggiunge nemmeno la soglia minima di competenze in italiano (Campania 64%, Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%). Va peggio, e non poteva essere altrimenti, con la matematica dove le percentuali di studenti sotto il livello minimo di competenza crescono ancora: Campania 73%, Calabria e Sicilia 70%, Puglia 69%, Sardegna 63%, Abruzzo 61%, Basilicata 59%, Lazio 56%, Umbria 52%, Marche 51%.

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Dati (che dovrebbero far riflettere sull’esigenza di apportare modifiche al sistema scolastico italiano) per niente rosei per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “La scuola è la base di ogni possibile rilancio, non c’è sviluppo del Paese se non c’è il rilancio della scuola”.

Drammatico anche il livello della dispersione implicita ovvero di quella degli studenti che, pur non essendo dispersi in senso formale, escono dalla scuola senza le competenze fondamentali, quindi a forte rischio di avere prospettive di inserimento nella società non molto diverse da quelle degli studenti che non hanno terminato la scuola secondaria di secondo grado. Numeri che passano dal 7% del 2019 al 9,5% del 2021 a livello nazionale: dati che nel Mezzogiorno certificano una vera e propria ecatombe del sistema scuola, con il cima la Calabria (22,4%), seguita dalla Campania (20,1%), Sicilia (16,5%), Puglia (16,2%), Sardegna (15,2%), Basilicata (10,8%) e Abruzzo 10,2%.

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