Collegato. Le bugie del vertice regionale, CAL: “Nessuno ha chiesto il nostro parere”.

Esiste l’onesta intellettuale nella politica regionale? Andando oltre l’eccessiva fiducia o, meglio, sprovvedutezza verso l’attuale classe dirigente dell’Isola, a rimarcare il “paraculismo” dei nostri (purtroppo) esponenti regionali, recentemente, è stato il CAL, il Consiglio delle Autonomie Locali.

Lo scorso 21 luglio, infatti, nel corso della presentazione delle relazioni della maggioranza e minoranza sul Disegno di legge n.373, ovvero il collegato alla finanziaria, il presidente del Consiglio regionale, aveva dichiarato che il parere al CAL, sui provvedimenti di interesse degli enti locali, era stato “formalmente richiesto”.

“Cazzate” (come spesso si sentono in via Roma), volendo parafrasare quanto dichiarato dallo stesso CAL, al quale non è pervenuta alcuna richiesta: “Non abbiamo ricevuto nessuna richiesta formale di parere al collegato alla Finanziaria ed è evidente che le Commissioni regionali intendessero andare avanti senza acquisirlo visto che non ci hanno consultati prima di esitare il testo e trasmetterlo in Consiglio, così come richiesto dalla legge. Lo dimostra il simbolo dello /A che di regola viene apposto dopo aver recepito il parere del Cal e le eventuali modifiche, prima del passaggio in Consiglio”.

LEGGI ANCHE:  Giacomo D'Arrigo: "Si parli di politiche pubbliche per i giovani".

In sintesi, una palese violazione della legge istitutiva del Cal, ma anche del ruolo e dell’onorabilità del Consiglio delle Autonomie Locali, dei territori e delle comunità che rappresenta.

“Già con la Omnibus – si legge nella nota del CAL – abbiamo avuto pochissimi giorni per lavorare ma in questo caso, la materia particolarmente complessa avrebbe richiesto un’attenzione particolare e un rispetto delle procedure vista la complessità e l’importanza del collegato alla Finanziaria che prevede temi di stretta competenza delle autonomie locali”.

foto Sardegnagol, riproduzione riservata