Pnrr, Governo: “Quasi mille provvedimenti attuativi smaltiti”.

Dopo aver incassato i 21 miliardi connessi al raggiungimento dei 51 obiettivi Pnrr del 2021 e l’approvazione del Dl Pnrr 2, il Governo Draghi ha dichiarato di aver ‘smaltito’, in poco più di un anno di attività, “955 provvedimenti attuativi previsti dalle disposizioni legislative approvate nelle XVII e XVIII Legislatura”.

È quanto emerge dalla relazione sul “monitoraggio dei provvedimenti attuativi”, presentata in Consiglio dei ministri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, delegato all’attuazione. I quasi mille provvedimenti attuativi, secondo la narrazione autoreferenziale del Governo Draghi, attestano che l’impegno politico e amministrativo profuso “sta dando primi risultati con un innalzamento della capacità attuativa del Governo: una capacità da rafforzare ulteriormente intervenendo su alcuni snodi della produzione normativa e del sistema istituzionale”.

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Interventi, giusto per citare un segmento delle politiche pubbliche, scarsamente riscontrabili sul fronte delle politiche giovanili e delle iniziative mirate a sostenere l’inclusione dei giovani. Le agevolazioni per i mutui per gli under36, la riduzione del tetto per il bonus affitti per i giovani, gli incentivi all’occupazione, senza contare la pessima missione per i giovani contenuta nel Pnrr e la confusione creata nell’ambito del Servizio Civile Universale, non possono essere considerati interventi disruptive e di servizio pubblico, sullo sfondo di un Paese carente di politiche per i giovani moderne.

Ma nell’ottica delle narrazioni autoreferenziali istituzionali, “il miglioramento della macchina governativa preposta all’attuazione si evince anche raffrontando i dati indicati con quelli della legislatura precedente, la XVII, quando l’esecutivo Gentiloni produsse – in un analogo periodo di 13 mesi – 404 provvedimenti e l’esecutivo Renzi 751”.

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Argomentazioni ascrivibili più alle beghe ‘da spogliatoio’ che al linguaggio politico in senso stretto…

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