Politiche giovanili, Fabiana Dadone: “Sportelli nei comuni per intercettare i Neet”, ma nella PA continua a mancare l’obbligo della progettazione partecipata con i giovani.

Bisogna migliorare i servizi esistenti dedicati ai giovani, a partire dai comuni. Questo il senso dell’intervento della ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, condiviso nel corso della tappa di Genova del Neet Working Tour: “Servirà lavorare con i Comuni per creare sportelli all’interno delle amministrazioni comunali e un canale di comunicazione diretto perché spesso le informazioni non arrivano, non si conoscono e diventa difficile per i ragazzi orientarsi, prendere scelte e capire quale possa essere la destinazione futura”.

Il Governo Draghi, però, dovrà fare di più per contrastare il fenomeno dei giovani inattivi, provando, magari, ad andare oltre le iniziative di scarso impatto, delle quali il Neet Working Tour rappresenta un fulgido esempio. Ma per la ministra Dadone la campagna permetterà di “avvicinarsi fisicamente ai giovani portando loro informazioni e strumenti di conoscenza per poter usufruire delle opportunità che fanno capo a enti pubblici nazionali ed europei e favorire momenti di incontro“.

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Ci sarebbe da dire, a onor del vero, che la stessa programmazione degli interventi pubblici per i giovani esclude da sempre qualsiasi percorso di progettazione partecipata tra giovani, associazionismo giovanile e istituzioni locali, optando per i classici interventi dall’alto. Non dovrebbe, quindi, sorprendere l’assenza di unitarietà e di engagement dei giovani nei rispettivi territori. Ma sul tema della programmazione partecipata con i giovani la politica del Governo Draghi ha dimostrato di essere poco attenta e in linea con i governi precedenti. Sulla sensibilità della ministra Fabiana Dadone, invece, il dubbio permane, data l’assenza di risposta alla nostra richiesta in occasione della presentazione dei risultati dell’indagine dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo sul fenomeno dei Neet.

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Un tour per ‘ingaggiare i neet” residenti nelle aree urbane e solo di alcune regioni italiane: così sarà ricordato il Neet Working Tour, un intervento parziale, spot e scarsamente impattante. Nonostante il risultato l’esponente dell’Esecutivo Draghi ieri ha nuovamente rimarcato la bontà dell’iniziativa: “In Italia, sono tre milioni i ragazzi che non studiano, non si formano e non hanno in mente di farlo – ricorda la ministra – sono moltissimi e su questo bisogna riuscire a lavorare. E’ importante riuscire ad andare sui territori e agganciare questi ragazzi, motivo per cui abbiamo deciso di partire con le prime dodici tappe di questo tour, che spero di riproporre in autunno”.

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foto giovani.gov.it