Terrorismo, arrestata 19enne italiana di origini kosovare.

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di una 19enne cittadina italiana di origine kosovara, ritenuta responsabile del reato di associazione con finalità di terrorismo poiché appartenente ad una cellula balcanica dell’ISIS e, in particolare, a un network femminile dedito ad attività di propaganda e sostegno allo Stato Islamico.

Già residente a Isernia, dopo aver fatto ritorno in Kosovo, la donna è risultata domiciliata a Milano, presso il fratello, e, come emerso nel corso delle indagini, radicalizzata all’Islam già dall’età di 16 anni, nonché moglie di un miliziano di origine kosovara, organico ad una cellula terroristica. Durante la perquisizione nella dimora della giovane sono stati ritrovati dei manuali di addestramento e per la realizzazione di ordigni artigianali, 7000 file di stampo apologetico dell’ISIS, 2000 messaggi chat che hanno confermato il sostegno materiale e ideologico della donna al DAESH.

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Tra i messaggi trovati nella chat della 19enne radicalizzata alcuni suggerimenti per lo sposalizio di un’amica “al tuo matrimonio bisogna fare una festa con gli AK47. Bisogna festeggiare non lasciamo neppure un miscredente ovviamente Haahahha. Tutti a terra!!!! Si riempie di sangue”, fino ad arrivare al commento sulla decapitazione di Samuel Paty, professore francese decapitato lo scorso 16 ottobre in Francia: “Ehi, hai visto cosa è successo a Parigi? Allahu Akbar
hahahah che notizia! Hahahahahaha sì l’ho visto ahahahahaha. Ha decapitato il non credente. Lezione per tutti gli altri insegnanti. Se l’è meritato! Che Allah ci protegga dai miscredenti”.

Il ricorso a figure femminili rientra in una precisa strategia delle organizzazioni islamiche, hanno ricordato gli investigatori, a partire dalla divulgazione di materiale propagandistico, fino ad arrivare alla facilitazione dei contatti tra combattenti e all’eventuale partecipazione diretta ad azioni militari.

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