Semestre 2023: approvate le priorità economiche e sociali al Parlamento europeo.

Il Parlamento ha approvato – con 486 voti favorevoli, 87 contrari e 57 astensioni – le priorità economiche, occupazionali e sociali per il 2023, focalizzandosi sulla governance economica e protezione sociale per i lavoratori UE. I deputati nell’occasione hanno chiesto un’urgente revisione del quadro di bilancio dell’UE, da completare preferibilmente prima della disattivazione della clausola di salvaguardia generale attivata a causa della pandemia da Covid-19.

I deputati concordano con le proposte della Commissione fatte a dicembre 2022 e sottolineano che il quadro normativo riveduto dovrebbe garantire ai Paesi UE un margine di manovra sufficiente per adottare misure incisive di risoluzione delle crisi. Tuttavia, chiedono prudenza nell’affidarsi troppo alle analisi della sostenibilità del debito per le regole aggiornate, sostenendo che questo potrebbe pregiudicare la trasparenza.

Inoltre, il PE ha invitato la Commissione a fare di più per incoraggiare una migliore coordinazione in materia fiscale, affermando che “è un risultato ancora in gran parte casuale che l’aggregazione delle politiche di bilancio nazionali si concretizzi in un orientamento della politica di bilancio della zona euro appropriato e coerente con la politica monetaria unificata” guidata dalla BCE.

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In una risoluzione separata – adottata con 319 voti favorevoli, 171 contrari e 138 astensioni – i deputati hanno invitato l’UE ad affrontare l’aumento esorbitante del costo della vita con una serie di mirate misure di protezione sociale. In particolare, chiedono di attuare immediatamente la direttiva sui salari minimi, istituire una direttiva per i regimi di reddito minimo, finanziare la garanzia europea per l’infanzia con almeno 20 miliardi di euro, e basarsi sul Fondo sociale per il clima per lo sviluppo di regimi verdi di protezione sociale a livello nazionale.

Inoltre, la Commissione e i Paesi UE dovrebbero rafforzare lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE), per dare priorità alla lotta contro la disoccupazione, e provvedere affinché ogni giovane in Europa abbia accesso all’istruzione, alla formazione, ai tirocini retribuiti e al mercato del lavoro.

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Infine, i deputati chiedono alla Commissione una nuova legislazione che garantisca l’accesso a servizi essenziali di qualità, in particolare per quanto riguarda l’alloggio, l’energia, i trasporti, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e un divieto di disconnessione dell’energia per le persone più vulnerabili.

Nel corso del dibattito, la relatrice Estrella Durá Ferrandis ha difeso la bontà del provvedimento: “Stiamo cercando di navigare verso una transizione e abbiamo bisogno di un buon timoniere per portare il nostro viaggio a buon fine. Il PE vuole vedere delle politiche che assicurino che gli obiettivi di crescita economica siano collegati a una transizione socioeconomica in un Europa inclusiva, che combatte la povertà, riduce le disuguaglianze e crea posti di lavoro con salari e condizioni di lavoro dignitosi. Questa risoluzione – ha proseguito l’esponente del gruppo S&D – parla di un quadro di convergenza sociale per sviluppare strumenti che regolino le fluttuazioni del mercato, smorzino la volatilità dei prezzi dell’energia e garantiscano la sostenibilità e la sopravvivenza del nostro sistema di benessere sociale. Nel complesso, abbiamo bisogno di un semestre europeo socio-ecologico in grado di proteggere i nostri cittadini”.

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