Stefania Zambelli: “Approfondire il tema dei cani ‘anti-Covid’ ”.

Sta prendendo piede in tutta Europa l’utilizzo di cani addestrati a rilevare l’infezione da Covid-19 negli esseri umani. Alcune sperimentazioni hanno avuto risultati positivi, come nel caso degli aeroporti in Finlandia e in Francia.

Così l’eurodeputata del gruppo ID Stefania Zambelli ha evidenziato l’esigenza di promuovere studi sull’efficacia dell’impiego dei cani ‘anti-Covid’ a livello europeo.

“I cani addestrati a rilevare l’infezione da Covid-19 fiutano il sudore dell’essere umano – si legge nell’interrogazione dell’esponente del Gruppo Identità e Democrazia – Infatti, se l’infezione è in corso, essa rilascia dei residui metabolici che finiscono nel sudore, fiutabili dunque dal cane addestrato a tale scopo. Secondo uno studio francese, l’affidabilità con cui i cani fiuterebbero l’infezione si attesterebbe intorno al 95%, risultando dunque più efficace di alcuni tamponi. L’utilizzo di tali cani – conclude la Zambelli – potrebbe essere determinante in luoghi di transito, come stazioni e aeroporti, e in occasione di eventi, come spettacoli”.

Stella Kyriakides, foto © European Union 2019 - EP
Stella Kyriakides, foto © European Union 2019 – EP

Oggi la Commissaria alla Salute Stella Kyriakides ha confermato l’interesse verso l’impiego dei cani per individuare le persone colpite dal virus, rimarcando che all’interno del programma Orizzonte 2020 sono in corso ricerche in proposito – attraverso i progetti PANDEM-2 “Preparazione e risposta alle pandemie” e STAMINA “Demonstration of intelligent decision support for pandemic crisis prediction and management within and across European borders”.

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“A tale riguardo – ricorda Kyriakides – la Commissione incoraggerà a prendere in considerazione l’impiego di cani ‘anti-Covid-19’ in esercitazioni mirate nell’ambito di progetti di ricerca. Anche il Servizio europeo per l’azione esterna ha facilitato la diffusione di informazioni su questo tema nel corso del eminario sull’addestramento di cani anti-Covid-19″.

“Attualmente le informazioni sull’efficacia dell’impiego di cani nel tracciamento dei contatti sono relativamente scarse rispetto ad altri metodi. La Commissione, in collaborazione con l’ECDC – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie -, continuerà tuttavia a riesaminare periodicamente questo tema e provvederà, se necessario, ad aggiornare gli orientamenti. La Commissione – conclude la Commissaria alla Salute – sta esaminando le informazioni fornite in proposito dagli Stati membri per vagliare quali ulteriori misure potrebbe eventualmente essere opportuno adottare per sostenere l’impiego dei cani anti-Covid negli aeroporti”.

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foto © 2020 European Parliament Diana LeLardic