Oratori, dopo le “milionate” nell’isola si insedia la cabina di regia.

In un’isola dove i giovani sono considerati un problema e mai una risorsa e, cosa più importante, dove la “migliore gioventù” è esclusa da qualsiasi processo di co-progettazione degli interventi per le politiche giovanili (perennemente calati dall’alto), non dovrebbe destare stupore l’alzata di ingegno dell’attuale esecutivo regionale, capace di destinare ben 15 milioni di euro per lo sviluppo “laico” delle politiche giovanili nella Regione Sardegna.

Espressione geografica, sempre più priva di contenuti e visione, dove ieri si è insediata “l’attesa” Cabina di regia composta dall’Assessorato degli Enti locali, della Sanità e della Conferenza Episcopale Sarda, per la definizione dei criteri delle risorse per gli oratori. I famosi 15 milioni, appunto. Risorse (tanto non lo dirà nessuno), sottratte all’innovazione nel settore della gioventù sarda. Con l’ultima Finanziaria è stata infatti autorizzata la spesa di 15 milioni al fine di creare Centri di aggregazione e formazione sociale di contrasto alle devianze giovanili.

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Azione decisamente cringe per usare un eufemismo ma, come noto, di baciapantofola la Regione Sardegna è piena. Meno condivisibile risulta essere, invece, la mancanza di cognizione di causa sul settore della gioventù (incluse le accessibili raccomandazioni del Consiglio europeo) e sull’inclusione dei giovani da parte dei rappresentanti dell’attuale XVI Legislatura, ancora fermi all’anno zero in materia.

Di cosa sorprendersi, quindi? In Sardegna risulta essere più facile destinare 15 milioni per gli oratori piuttosto che mettere mano ai siti regionali, dove i giovani sono spariti da tempo, o avviare nuove politiche d’urto contro la devianza e a sostegno dell’inclusione giovanile. Risulta più agevole dalle nostre parti reiterare invece schemi desueti e sui quali andrebbe capito se sia mai stata fatta un’analisi di impatto.

Non è dato conoscere (dopo diversi lustri) la logica sottesa a questa idea di sviluppo del settore delle politiche giovanili, ma c’è chi ha parlato di momento decisivo tra le “alte sfere” della Giunta regionale: “Ieri è stato un momento importante che segna un punto di svolta – ha spiegato l’Assessore degli Enti locali, Aldo Salaris -. Con l’insediamento della Cabina di regia abbiamo definito i criteri di ripartizione delle risorse e proposto la costituzione di un tavolo tecnico che li possa declinare per la concreta attuazione. L’obiettivo della Regione – ha proseguito l’esponente della Giunta Solinas – attraverso l’Assessorato degli Enti locali è quello di prevenire forme di disagio anche mediante la pianificazione e l’implementazione di misure e azioni di contrasto alle condizioni di emarginazione sociale nell’ambito delle quali rivestono particolare rilievo i centri di aggregazione e formazione sociale”, ha concluso l’Assessore.

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Prevenire forme di disagio? Come? In 5 anni di Governo il centrodestra per i giovani non ha fatto nulla. Andando, infatti, oltre il palliativo delle politiche antispopolamento (roba da dimissioni immediate in una regione civile), all’interno dei siti istituzionali, come richiamato precedentemente, sono stati eliminati i giovani (prima le pagine istituzionali della Ras almeno erano aggiornate al 2012), sono stati adottati provvedimenti calati dall’alto per la spendita delle risorde del Fondo nazionale delle Politiche giovanili e, a livello di produzione normativa, non si è stati capaci di approvare neanche una legge di piccolo cabotaggio (da 300mila euro) per le politiche giovanili nell’Isola.

Più facile, come dimostrato anche in questa occasione, destinare “milionate” di euro per sostenere politiche autoreferenziali ed interventi di scarsissimo impatto per i/le giovani sardi/e.

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Amen.

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