Il Consiglio approva l’articolo 7 del Dl 107.

Prosegue il tortuoso percorso in Aula del Dl 107. Oggi, all’ordine del giorno del Consiglio l’emendamento n.1085 collegato all’art.7 (compiti degli uffici di Gabinetto) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione. Per l’emendamento n.1085 è stata chiesta ed ottenuta dall’opposizione la votazione “per parti” e, nella seduta di questa mattina, l’Aula ha approvato i primi due paragrafi del testo ed il terzo fino alla “lettera C” compresa.

Sull’ordine del giorno, relativo alla lettera D dell’emendamento n.1085, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha sostenuto che inserire il “comitato per la legislazione” all’interno di una norma della Giunta si traduce in una prevaricazione del Consiglio e del suo ruolo legislativo: “In concreto, può succedere che un comitato di non eletti spiegherà agli eletti come si fanno le leggi, meglio potenziare gli uffici del Consiglio”.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha proseguito lamentando l’assenza della tabella dei costi reali del testo di legge, nonostante l’impegno del centrodestra dei giorni scorsi. Una promessa per Zedda “rimasta sulla carta anche perché la stessa legge non fissa un ‘tetto’ delle persone da assumere, per cui i costi saranno visibili solo per alcune figure mentre per altri la spesa sarà in crescita”.

Consiglio regionale, foto Sardegnagol riproduzione riservata
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Dello stesso parere la consigliera Maria Laura Orrù anch’essa critica verso la maggioranza per la mancanza di un documento sulla effettiva copertura finanziaria della legge.

Per il M5S il consigliere Roberto Li Gioi ha definito la parte del testo in discussione come “la meno impresentabile, perché i continui fallimenti normativi fin qui registrati dimostrano che c’è molto bisogno di migliorare la qualità legislativa; detto questo, la parte finanziaria resta quanto mai lacunosa, per nascondere l’aumento molto significativo della spesa regionale”.

Ha preso poi la parola Laura Caddeo dei Progressisti, per ribadire le critiche del suo gruppo alla legge nel suo complesso, perché “l’impianto del Dl n.107 poggia sull’idea sbagliata che la politica non possa esercitare la sua azione di governo per colpa dalla macchina amministrativa e possa quindi recuperare dignità solo con un investimento di 6 milioni di euro”.

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Al voto, la lettera D dell’emendamento è stata approvata con 29 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astenuti. Successivamente è iniziata la discussione della lettera E (ufficio del cerimoniale).

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, riprendendo le considerazioni della collega Orrù, si è soffermato sulla prassi che prevede una delibera della Giunta allegata alla legge, passaggio che avviene spesso con molto ritardo: “E’ vero che il servizio è formato da personale interno ma rimane la domanda sul numero attuale degli addetti che passano da tre a cinque senza giustificazioni oggettive”.

Consiglio regionale, foto Sardegnagol riproduzione riservata
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A nome del M5S Desirè Manca, riconoscendo che non si assume personale esterno, ha osservato che “si sposta personale interno con costi in più, ancora una volta ingiustificati all’interno di una legge vergognosa che, in un momento di grande pandemia e crisi economica, pensa all’apparenza”.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha risposto alle accuse della minoranza: “Il presidente eletto dai sardi e non nominato dal Consiglio deve poter contare su adeguate strutture di servizio. E’ strano piuttosto, ha concluso, che nessuno pensi ai faraonici staff ministeriali pieni di incapaci ed espressione degli stessi partiti che qui criticano il provvedimento: quanto all’annunciata tabella – ha proseguito Mula – ci sarà e dimostrerà spese dimezzate senza nessuna cambiale in bianco”.

Al voto, la lettera E è stata approvata con 19 voti favorevoli e 16 contrari. Dopo lo scrutinio il presidente ha dichiarato la decadenza di numerosi emendamenti. Il Consiglio ha quindi ha iniziato ad esaminare alcuni emendamenti accantonati al momento della discussione dell’art.5, a partire dall’emendamento 365.

Sul tema il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha detto che “la maggioranza si limita a parlare di costi alti ma non così alti come si vorrebbe far credere, mentre in realtà l’intera legge è già troppo e fuori luogo, a parte il fatto che si continua a lavorare senza dati e rimane il rischio di fare figuracce”.

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Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha poi aggiunto che “anche in presenza di costi inferiori le cose non cambiano. Il vero problema è che, dopo un mese e mezzo, non si conoscono le coperture di una legge e non le conosce nemmeno la maggioranza”.

Al voto, l’emendamento n.365 è stato respinto con 19 voti favorevoli, 26 contrari, e 2 astenuti. Subito dopo è iniziato l’esame dell’emendamento n.983.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus è poi intervenuto esprimendo dubbi su “un certo numero di poltrone assegnate con funzione di ‘paracadute’ per assessori scaricati da altre giunte o istituzioni, una classica manovra ‘politichese’ e indecente peraltro in ballo da un anno”.

Ancora per i Progressisti, Massimo Zedda ha parlato di “una legge pensata in funzione della soluzione con soldi pubblici di problemi politici legati a personaggi in qualche modo da ripescare”.

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha dichiarato successivamente che “lo scopo della legge non è quello di migliorare la macchina amministrativa regionale ma di costruire un sistema di porte e finestre scorrevoli”.

Per i Riformatori il consigliere Michele Cossa ha sottoposto all’attenzione del Consiglio un ragionamento complessivo sulla legge “partendo dal dato dell’elezione diretta del presidente della Regione, elemento cardine di un sistema presidenziale con una serie di ricadute fra le quali l’aumento delle responsabilità, in evidente contrasto con un sistema istituzionale di molto precedente. E’ giusto – spiega Cossa – fare una riforma complessiva ma è altrettanto giusto non aspettare tempi biblici ed inoltre occorre stare attenti ad argomenti e giudizi a priori, perché migliorare l’azione amministrativa e la produzione legislativa è necessario ed anche in questa occasione ci avrebbe risparmiato molti problemi. Il Consiglio, ha concluso, non ha un suo ufficio studi e questo è davvero pazzesco, è il vero costo della politica, fatto di inefficienza e leggi scritte male”.

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Argomentazioni condivise dal capogruppo sardista Franco Mula, aggiungendo che “l’emendamento è frutto di preoccupazioni infondate, perché più che consiglieri ed assessori (che hanno comunque esperienza e spesso competenza) dovrebbero preoccupare le situazioni di “mogli e parenti”.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha proposto di escludere dal testo dell’emendamento il riferimento ai consiglieri regionali, richiesta che ha registrato la risposta del leader di UDC-Cambiamo! Giorgio Oppi che ha ricordato ad Agus che “una parte dell’emendamento è sbagliata perché esiste già una norma che impedisce ai consiglieri regionali di assumere incarichi entro i primi due anni dalla scadenza del mandato”.

Al voto, l’emendamento n.983 è stato respinto con 18 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astenuti. Il presidente Pais ha quindi messo in discussione l’emendamento 983 e poi il 458 (uguale 246 a pagina 683); a seguire il 245, 247, 248.

Per Francesco Agus “non si capisce quale sia la funzione e quali siano i limiti di questo fantomatico comitato per la legislazione”. Della stessa opinione Massimo Zedda e Maria Laura Orrù. Dai banchi della maggioranza Michele Cossa ha detto: “Volete mettere in discussione il fatto che il presidente della Regione possa avere un’autista, posto che non ho mai visto comunque il presidente Solinas con l’autista? State attenti agli argomenti che usate”.

L’emendamento 983 è stato respinto mentre il 458 è stato approvato. Pertanto sono decaduti gli emendamenti 246 e 247. Il presidente Pais ha messo in discussione l’emendamento 248. Sui lavori Agus ha dichiarato che “la strada presa dalla maggioranza con l’articolo 7 è irrimediabile, non ci sono più spazi di ragionamento comune visto che quest’Aula ha deciso di incidere nel rapporto tra presidente e assessori senza intervenire sulla legge statutaria”.

Il Consiglio ha poi respinto l’emendamento 248 all’articolo 7 e si riunirà domani per il proseguo dei lavori del disegno di legge 107.

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