Green Deal europeo: la Commissione adotta nuove proposte per arrestare il disboscamento.

La Commissione europea ha adottato tre nuove iniziative nell’ambito del Green Deal europeo, per frenare il disboscamento nell’UE, promuovere l’economia circolare e contrastare l’esportazione illegale di rifiuti nei Paesi in via di sviluppo.

Iniziative che per Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo “rispondono all’appello dei cittadini che chiedono di promuovere consumi sostenibili. Le nuove norme che disciplinano le spedizioni di rifiuti promuoveranno l’economia circolare e garantiranno che le esportazioni di rifiuti non danneggino l’ambiente o la salute umana in altre parti del pianeta”. 

Parere condiviso dal collega Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca: “I regolamenti sul disboscamento e sulle spedizioni di rifiuti rappresentano i tentativi legislativi più ambiziosi al mondo in questo momento. Con le proposte odierne ci assumiamo le nostre responsabilità e concretizziamo i nostri impegni riducendo l’impatto nel pianeta”.

Dal 1990 al 2020, purtroppo, il mondo ha perso 420 milioni di ettari di foreste, una superficie più vasta dell’Unione europea. Tra le cause di questo processo l’espansione dei terreni agricoli legata ad alcune materie prime, quali soia, manzo, olio di palma, legno, cacao, caffè e alcuni loro derivati.

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Per garantire che il mercato dell’UE accolga solo prodotti legali che non abbiano contribuito al disboscamento, il regolamento obbliga, pertanto, le imprese che intendono commercializzare tali prodotti a esercitare un sufficiente dovere di diligenza.

Si prevede che le nuove norme, promuovendo il consumo di prodotti “a disboscamento zero” e attenuando l’impatto dell’UE in termini di disboscamento e degrado forestale in tutto il mondo, ridurranno le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità.

Con la revisione del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti, ancora, la Commissione realizza gli obiettivi dell’economia circolare e dell’inquinamento zero proponendo norme più rigorose per l’esportazione dei rifiuti, un sistema più efficiente per la circolazione dei rifiuti considerati risorsa e un’azione incisiva contro il traffico illegale. Le esportazioni di rifiuti verso Paesi non appartenenti all’OCSE saranno limitate e autorizzate solo se i Paesi terzi sono disposti a ricevere determinati rifiuti e sono in grado di gestirli in modo sostenibile. Le spedizioni di rifiuti verso i Paesi OCSE, altresì, saranno monitorate e potranno essere sospese nel caso si preveda possano produrre problemi ambientali nel Paese di destinazione. In base alla proposta tutte le imprese dell’UE che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovranno garantire che gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente da cui risulti una gestione dei rifiuti a norma.

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La Commissione propone poi di semplificare ampiamente le procedure in vigore per le spedizioni intra UE, facilitando il rientro dei rifiuti nell’economia circolare senza abbassare il livello di controllo necessario. In tal modo si contribuirà a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle materie prime primarie e si sosterranno l’innovazione e la decarbonizzazione dell’industria per conseguire gli obiettivi climatici.

Il regolamento rafforza ulteriormente l’azione contro il traffico dei rifiuti, una delle forme più gravi di reato ambientale: il 30 % delle spedizioni di rifiuti potrebbe di fatto essere illegale, per un valore di 9,5 miliardi di euro all’anno. Per migliorare l’efficienza e l’efficacia del regime di contrasto sarà istituito un gruppo UE di garanzia della legalità delle spedizioni di rifiuti, sarà conferito all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) il potere di coadiuvare le indagini transnazionali condotte dagli Stati membri sul traffico di rifiuti e saranno introdotte norme più rigorose in materia di sanzioni amministrative.

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Infine la Commissione ha presentato anche una nuova strategia UE per il suolo, un importante risultato tangibile del Green Deal europeo e della strategia UE sulla biodiversità 2030 per affrontare la duplice crisi del clima e della natura. Un suolo in buona salute è il fondamento del 95 % degli alimenti di cui ci nutriamo, ospita più del 25 % della biodiversità mondiale ed è il più grande serbatoio terrestre di carbonio del pianeta. Tuttavia, il 70 % dei suoli nell’UE non è in buone condizioni. La strategia definisce, pertanto, un quadro con misure concrete per la protezione, il ripristino e l’uso sostenibile del suolo e propone una serie di misure, sia volontarie che vincolanti, quali il ripristino dei terreni degradati e garantire che entro il 2050 tutti gli ecosistemi terrestri siano in buona salute.

La strategia chiede per il suolo lo stesso livello di protezione che già esiste nell’UE per l’acqua, l’ambiente marino e l’aria.

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