15 Agosto 2026
Politica

Corte dei conti, le bacchettate alla Regione su consulenze esterne, “emendamenti puntuali” in finanziaria ed enti partecipati

Prosegue senza sconti l’analisi della procuratrice regionale della Corte dei conti, Valeria Motzo, che nella memoria illustrata oggi in vista della parifica del bilancio regionale punta il dito anche sul ricorso a incarichi di consulenza esterna, in particolare in ambito legale, e sulla gestione delle risorse trasferite agli enti e agli organismi partecipati della Regione.

“Ho rilevato dalle verifiche compiute dai colleghi della sezione di controllo che in Regione esiste un’avvocatura regionale dotata di personale qualificato, avvocati che hanno superato un concorso pubblico, per circa dieci unità”, ha spiegato Motzo. Da qui il dubbio sollevato dalla procuratrice: “Inspiegabilmente sorge la domanda di comprendere le ragioni per cui, a fronte di un’avvocatura regionale così strutturata, si debba ricorrere all’esterno per consulenze di ordine legale”. Un interrogativo che, secondo Motzo, non trova facile risposta: “Avendo un’avvocatura così specializzata, difficilmente può essere giustificata una spesa per incarichi esterni”. Senza contare, ma di questo non si è parlato nel corso dell’intervento della procuratrice generale, delle consulenze, o meglio degli incarichi fiduciari e posizioni negli uffici di gabinetto che arrivano fino al febbraio 2029. Importi che, sommati, disegnano una spesa complessiva milionaria per figure di fiducia scelte dalla governance politica regionale.

 Tra le figure incaricate si ritrovano, secondo quanto emerge dagli incroci politici, ex dipendenti di gruppi consiliari del Partito Democratico, componenti dell’ex ufficio di gabinetto dell’assessora al Lavoro Alessandra Zedda (Forza Italia), ex consiglieri comunali del PD a Cagliari, ex consiglieri regionali e anche professori universitari che hanno preso parte alla campagna elettorale della presidente Alessandra Todde con proprie liste civiche.

Un mosaico che alimenta il sospetto di una distribuzione delle nomine secondo logiche di equilibrio politico più che esclusivamente tecnico-professionale.

La procuratrice ha poi spostato l’attenzione sulle risorse che ogni anno la Regione trasferisce al comparto degli enti regionali e degli organismi partecipati. “Stante la consistenza di questi trasferimenti, si deve sottolineare la necessità di intensificare le attività di vigilanza, di controllo e di indirizzo delle risorse trasferite”, ha affermato Motzo, chiedendo una “consapevolezza effettiva” da parte dell’amministrazione regionale rispetto all’utilizzo di tali fondi, affinché sia possibile verificare che vengano destinati alle azioni per cui sono stati stanziati. Per la procuratrice serve “rigore nella verifica della sussistenza dei requisiti” e un monitoraggio costante per accertare se l’attività finanziata sia stata effettivamente realizzata.

Il richiamo più diretto riguarda poi l’ultima legge finanziaria regionale, quella del 2025, che , come ricordato dalla procuratrice Motzo, avrebbe previsto, nei settori sport e turismo, “ingenti erogazioni a pioggia senza alcuna motivazione che le sorregga”. “Capisco che si tratti di una tecnica legislativa di competenza del Consiglio regionale – ha precisato la procuratrice – ma è un modus operandi che ha attirato anche il rilievo della Ragioneria generale dello Stato, che lo ha ritenuto in violazione dell’articolo 3 della Costituzione“, quello che sancisce il principio di uguaglianza e il divieto di trattamenti ingiustificatamente differenziati nella distribuzione delle risorse pubbliche.

Un ulteriore tassello che si aggiunge al quadro complessivo tracciato dalla Corte dei conti sulla gestione del mandato Todde, già segnato dai rilievi su sanità, occupazione, dispersione scolastica e sulla vicenda della fusione degli aeroporti sardi.

foto Sardegnagol riproduzione riservata