14 Settembre 2026
Politica

Corte dei conti, l’allarme sui giovani sardi arriva a due giorni dai proclami sul NewGens

Mentre la procuratrice regionale della Corte dei Conti, Valeria Motzo, fotografava oggi nella sua requisitoria i principali elementi di un’isola che si spopola e perde i suoi giovani, la Giunta Todde negli ultimi giorni (prima con “l’assessora che non urla più” e poi con la presidente Todde) ha festeggiato, con i soliti toni retorici, il piano da 80 milioni per le nuove generazioni.

Il contrasto, a guardarlo con un minimo di attenzione, è stridente. Mentre si presentava “il primo programma straordinario per i giovani”, oggi, davanti alle sezioni riunite della Corte dei conti, la procuratrice regionale Valeria Motzo ha restituito, invece, l’immagine di una Sardegna che continua inesorabilmente a spopolarsi e a perdere i suoi giovani, nonostante gli annunci. Quasi a voler suggerire che le politiche messe in campo nel corso della XVII Legislatura, che in sostanza richiamano le stesse della XVI sul fronte delle politiche giovanili e l’inclusione, sono inefficienti e inefficaci.

Il quadro drammatico per la Sardegna (e la retorica “toddeiana”) tracciato dalla Corte dei conti.

“Incide tantissimo l’inoccupazione”, ha spiegato Motzo nella memoria illustrata in vista della parifica del bilancio regionale, richiamando il tasso di disoccupazione sardo, fermo al 9,3% contro il 6,3% della media nazionale. Un dato che si intreccia con un altro primato negativo dell’isola: quello della natalità più bassa d’Italia, con soli 7mila nuovi nati nel 2025, un indice di 0,85 figli per donna e un’età media della popolazione salita a 79 anni.

Una fotografia aggravata, secondo la procuratrice, dalla fuga dei giovani sardi: il 16% di chi si iscrive all’università lo fa fuori dall’isola, mentre il 20% di chi si laurea in Sardegna sceglie poi di lasciarla. “Se la parte più giovane della popolazione lascia l’isola, è chiaro che si creeranno legami fuori dalla Sardegna, e gli eventuali figli nasceranno altrove”, ha osservato Motzo, ricordando che i bonus bebè stanziati dalla Regione – 27,5 milioni di euro nel 2025 – non sono stati in grado di invertire il trend demografico.

A completare il quadro, il primato negativo della dispersione scolastica, al 13,5% contro l’8,2% della media italiana, e una spesa per l’istruzione – 280 milioni di euro – che secondo la Corte raggiungerebbe solo il 2,42% degli obiettivi prefissati.

NewGens, l’ennesimo “déjà-vu” di scarso impatto.

Ma prima del giudizio della Corte dei conti sulla crescente esclusione dei giovani e sull’inefficacia delle azioni del Governo, l’Esecutivo regionale, negli ultimi giorni, ha rivendicato il lancio di NewGens , lanciandolo una svolta per trattenere i talenti sull’isola e offrire alle nuove generazioni “la possibilità di costruire qui il proprio futuro”.

Un entusiasmo istituzionale che non tutti condividono. Il piano propone, infatti, azioni di scarso impatto e top down. insomma, il solito “déjà-vu”, con strumenti già sperimentati in passato e che hanno portato a scarsi risultati per l’inclusione dei giovani sardi: dal Master and Back e al Talent Up, oggi, si è passati al Limbas.

A fronte dei tanti piani e milioni annunciati, qundue, è molto probabile, visto il metodo operativo del “governo dei capaci”, che resti inevasa l’emergenza più urgente: quella del contrasto allo spopolamento nell’Isola.

E se a dirlo oggi, valutando le azioni messe in campo nel 2025 (non c’era Solinas), è la Corte dei Conti, qualcosa vorrà pur dire.