Anno delle competenze: si “vola” in Emilia. In Sardegna commissioni deserte.

Promuovere investimenti, efficaci e inclusivi, nella formazione. Garantire competenze adeguate alle esigenze del mercato del lavoro e alle aspirazioni dei lavoratori, specialmente per quelli più giovani, e attrarre persone provenienti da altri Paesi con le competenze necessarie all’Ue, rafforzando le opportunità di apprendimento e la mobilità. Questo (e molto altro) si appresta a fare la Regione Emilia-Romagna mentre in Sardegna, dove i consiglieri sono al momento distratti dalle elezioni di maggio, si disertano le commissioni sugli interventi per la formazione e l’istruzione. Altri mondi e altri modi, indubbiamente, di guardare allo sviluppo locale.

Una regione seria e meno popolata di rappresentanti istituzionali “rubati all’agricoltura” (con il massimo rispetto per il settore agricolo), quindi, che con largo anticipo si aprirà all’Anno europeo delle competenze per rilanciare l’importanza della formazione quale elemento decisivo per cogliere le opportunità offerte dalla transizione verde e digitale nonché dalla ripresa economica.

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La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, nel dettaglio, ha approvato un programma di azioni per promuovere le opportunità di formazione, attrarre e valorizzare i talenti e sottolineare l’importanza del potenziamento e dell’aggiornamento delle competenze.

“Il progetto di rilancio e sviluppo dell’Emilia-Romagna si basa sulla transizione verde e digitale- spiegano gli assessori regionali Vincenzo Colla (Sviluppo economico e Green economy) e Paola Salomoni (Università, ricerca e agenda d igitale)– come condiviso nel Patto per il Lavoro e per il Clima. Il primo obiettivo strategico assunto nel Patto è fare dell’Emilia-Romagna una regione della conoscenza e dei saperi, promuovendo formazione e ricerca per generare lavoro di qualità e contrastare le diseguaglianze. Solo attraverso un investimento senza precedenti sulle persone e sulle loro competenze e capacità possiamo innovare la nostra manifattura e i servizi, creando al tempo stesso buona occupazione”. 

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In Emilia-Romagna per il periodo di programmazione 2021-2027 si stanno mettendo in campo e attuando diversi strumenti, a partire dai Programmi regionali del Fondo sociale europeo Plus e del Fondo europeo di sviluppo regionale

“Siamo la prima regione in Italia ad approvare una legge per attrarre e trattenere giovani talenti – aggiungono gli assessori -, puntando decisamente sui giovani e sull’alta specializzazione delle competenze. Così valorizziamo l’eccellenza dell’ecosistema della ricerca, dell’innovazione e della formazione. Puntare sulle competenze significa costruire il nostro presente e il nostro futuro”.

Per attrarre e facilitare la presenza di talenti internazionali, la Regione, attraverso Art-ER, ha realizzato ‘IT-ER – International Talents in Emilia-Romagna’, una piattaforma dedicata a studenti e ricercatori stranieri, nonché ai giovani emiliano-romagnoli di nascita o di formazione, residenti all’estero. Lo strumento accompagna e orienta chi è interessato a investire nella propria formazione e carriera in Emilia-Romagna offrendo indicazioni per inserirsi adeguatamente: dalla richiesta del visto fino alle relazioni sul territorio.

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