Un anno di guerra in Ucraina: il punto dell’Alto rappresentante Borrell.

Il 24 febbraio 2022 sarà ricordato per sempre come il giorno in cui la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina. Un caso di pura aggressione e di palese violazione della Carta delle Nazioni Unite per l’Alto rappresentante dell’UE, Josep Borrell: “Questa guerra non è né “solo una questione europea”, né riguarda “l’Occidente contro il resto del mondo”. Riguarda il tipo di pianeta in cui tutti vogliamo vivere: nessuno è al sicuro in un contesto internazionale in cui l’uso illegale della forza – da parte di una potenza nucleare e membro permanente del Consiglio di sicurezza – è in qualche modo “normalizzato”. Ecco perché il diritto internazionale deve essere applicato ovunque per proteggere tutti dalla politica di potere, dal ricatto e dall’attacco militare”.

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“Ogni giorno, prosegue Borrell, la Russia continua a violare la Carta delle Nazioni Unite, creando un pericoloso precedente per il mondo intero con la sua politica imperialista. Ogni giorno la Russia continua a uccidere donne, uomini e bambini ucraini innocenti, facendo piovere i suoi missili sulle città e sulle infrastrutture civili. Ogni giorno la Russia continua a diffondere bugie e invenzioni”. Difficile essere totalmente d’accordo con l’Alto rappresentante dell’UE, dal momento che in guerra, come sanno anche i bambini o i rappresentanti politici più “distratti”, i morti non conoscono nazionalità.

Giustificata, quindi per l’Alto rappresentante, la cosiddetta “triplice strategia” contro “l’impero del male del presidente Vladimir Putin”, partner economico dell’UE per diversi lustri. Strategia che prevede l’incondizionato sostegno UE all’Ucraina (altro Paese, insieme alla “ferina” Russia di Putin, notoriamente “democratico”), l’esercizio di “disinteressate” pressioni sull’economia russa e sostenerre il resto del mondo “contro la tirannia”…

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“Abbiamo adottato sanzioni senza precedenti – ha aggiunto oggi Borrell -, a aprtire dalla riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili russi. In stretta collaborazione con i nostri partner abbiamo infatti ridotto del 50% le entrate energetiche che il Cremlino. Lavorando insieme, abbiamo anche mitigato gli effetti della crisi globale, in parte grazie alle nostre corsie di solidarietà e alla Black Sea Grain Initiative”.

Sostegno all’Ucraina che, per la sempre più diplomatica Unione europea, non può che passare per il massiccio invio di armi e per il ripudio della diplomazia, sotto la costante pressione del “partner” statunitense, ovvero l’entità che da sempre tira il gruppo all’interno dell’Alleanza Atlantica della NATO: “Non basta dire che vogliamo che l’Ucraina sia in grado di difendersi, ha bisogno dei mezzi per farlo. Quindi, per la prima volta in assoluto, l’UE ha fornito armi a un Paese sotto attacco. L’UE – prosegue – è ora il principale fornitore di addestramento militare per il personale ucraino e stiamo anche offrendo significativi aiuti macrofinanziari e umanitari per sostenere il popolo ucraino”.

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