Servizi sociali, Corte dei Conti: “Aumentate le esigenze di tutela per le persone fragili”.

La situazione pandemica e le relative misure di contrasto hanno causato una forte domanda di protezione sociale diffusa e di tutela delle persone fragili, inizialmente non avvertita con chiarezza. In tale contesto, il legislatore è intervenuto, in via d’urgenza, per assicurare alle persone con disabilità l’accesso ai servizi e la loro continuità su tutto il territorio nazionale.

È quanto emerge dalla Relazione della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti su “Le misure volte a sostenere le persone con disabilità nel periodo dell’emergenza epidemiologica da covid-19″.

Il documento, che ha esaminato le disposizioni a garanzia della continuità nell’erogazione dei servizi durante la sospensione delle attività, ha evidenziato la mancata previsione di momenti di verifica e di competenze a ciò finalizzate. L’esame del fondo di sostegno alle strutture semi-residenziali, per gli oneri loro derivati dall’adozione dei sistemi di protezione necessari alle riaperture, ha fatto emergere un quadro variegato dell’uso delle risorse disponibili.

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Dei circa 40 milioni di euro trasferiti alle Regioni, soltanto poco più di 17 sono stati erogati alle strutture. Quattro Regioni non hanno dimostrato l’erogazione ai centri semi-residenziali delle risorse acquisite al proprio bilancio, per un importo complessivo di 10.640.000 euro. Le altre hanno utilizzato le risorse assegnate in una percentuale variabile dal 100%, per quelle più virtuose, ad un minimo dell’1%.

Di difficile individuazione, rileva ancora la magistratura contabile, le ragioni del parziale utilizzo delle somme rese disponibili in settori, come servizi sociali e sostegno a persone con disabilità, strutturalmente carenti di fondi. La differenziazione a livello regionale e la connessa disomogeneità nell’erogazione dei servizi sociali fa ritenere che l’organizzazione territoriale abbia influito sull’uso efficace e tempestivo delle risorse statali.

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L’obbligo di rendicontazione a carico delle Regioni e l’esercizio di funzioni di monitoraggio hanno comunque consentito la verifica della corretta utilizzazione dei fondi statali e la riacquisizione, per un’utile riallocazione, delle somme inutilizzate al bilancio dello Stato, stante, a tutt’oggi, la mancata definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.