Salute digitale, parte la sperimentazione sui rischi per i minori.

Tutela della salute dei bambini e prevenzione del cyberbullismo. Sulla base di questi bisogni partirà a breve in Sardegna la sperimentazione su ampia scala del ‘Bilancio di salute digitale’, la nuova procedura sanitaria pediatrica per la valutazione dei rischi derivati dall’esposizione dei minori alle nuove tecnologie.

“Parliamo di uno strumento innovativo rivolto ai pediatri, un protocollo informatizzato che nasce dall’esigenza di monitorare lo stato di salute dell’individuo, dall’infanzia all’adolescenza, in base alla sua esposizione al mondo digitale – ha dichiarato oggi l’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria -. Una procedura sanitaria che nasce per valutare se gli strumenti tecnologici utilizzati, il tempo di esposizione e i contenuti digitali visionati siano compatibili con l’età e le caratteristiche psico-fisiche del bambino e prevenire così eventi acuti o cronici in grado di ostacolarne l’evoluzione fisiologica”.

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Una iniziativa che segue la recente pubblicazione degli esiti dell’indagine della 7a Commissione permanente del Senato della Repubblica, circa gli effetti del digitale sugli studenti e studentesse italiani/e.

“Il web, i videogiochi, i social media, le chat e i servizi in streaming – precisa l’assessore – fanno parte della nostra quotidianità, ma nel contempo offrono contenuti facilmente accessibili e non sempre adeguati ai più piccoli. In un mondo dove i giovanissimi sono immersi nel digitale, i pediatri giocano un ruolo chiave nell’accompagnarli e nell’educarli a un uso sano e responsabile delle nuove tecnologie. Sin dai primi mesi di vita è infatti necessario proteggere i bambini dai rischi derivati dall’esposizione precoce e accompagnarli nel percorso di crescita, aiutandoli gradualmente a conoscere e gestire il mondo virtuale, promuovendo e garantendo la salute fisica, psichica e digitale”.

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“Oggi, nella sua prima fase sperimentale, il Bilancio di salute digitale è utilizzato da dieci pediatri dell’Isola e ha coinvolto centocinquanta famiglie. L’intenzione è ora di portare la procedura a un utilizzo su scala più ampia”, conclude l’esponente della Giunta.