Riforma sanitaria, il resoconto della giornata in Consiglio.

Dopo diversi rinvii, dovuti alla ridotta presenza in aula e per consentire alla commissione sanità di ultimare l’esame degli emendamenti presentati al Testo unico, è iniziata alle ore 17 la discussione dell’art. 1 della riforma sanitaria. 

Dopo gli interventi di Massimo Zedda e della neo consigliera Rossella Pinna, ha preso la parola il relatore di maggioranza Domenico Gallus, che ha confermato il parere contrario su tutti gli emendamenti fuorché sul 765. La giunta ha dato parere conforme.

Nel dibattito generale all’articolo 1 è intervenuta Rossella Pinna (Pd) che ha definito la riforma come un bluff e dai contorni nebulosi. Sempre per l’opposizione Massimo Zedda ha criticato il provvedimento della maggioranza, indicando nella creazione di nuove poltrone il vero scopo della riforma: “L’unica grande strategia di questa riforma è di arrivare poco prima delle elezioni comunali e alle suppletive con la possibilità di promettere incarichi”.

Anche per Daniele Cocco di LeU la riforma peccherebbe nei tempi e nei modi: “I cittadini non chiedono 8 ASL ma servizi sanitari di qualità”. Per Gian Franco Satta (Progressisti) “spetta allo Stato definire principi e finalità, alla Regione spetta di dare attuazione ai principi”. Una riforma che segna un ritorno al passato per il consigliere progressista “con l’aggravante che si prepara il terreno per una ulteriore offerta da parte dei privati per gestire il sistema sanitario pubblico e per l’aumento del tempo di ospedalizzazione”.

Per Gianfranco Ganau, relatore di minoranza, “con questo testo unificato la scelta che si fa è di riproporre un modello che in passato ha dimostrato di essere inefficiente e inadeguato, oltre che smantellare un’altra riforma che era ancora in essere”. 

Sull’emendamento 738, soppressivo dell’articolo 1, sono intervenuti Piero Comandini (Pd) per il quale la riforma rappresenterebbe “l’elencazione di promesse elettorali”; Alessandro Solinas (M5S) che ha affermato che “si sta tornando indietro e che si sta scombinando la sanità sarda in piena emergenza sanitaria”; Laura Caddeo (Progressisti) che ha definito come “pleonastico” l’articolo 1; Massimo Zedda (Progressisti) che ha espresso voto favorevole all’emendamento; Michele Ciusa (M5S) che ha invitato l’aula ad una riflessione sui principi dell’articolo 1 e a ragionare sulla carenza di medici, di infermieri, di oss e delle liste di attesa infinite”; Francesco Agus (Progressisti) che ha rimarcato la confusione organizzativa che scaturirà dalla riforma, con un potenziale sdoppiamento di responsabilità delle strutture; Antonio Piu (Progressisti) che ha ricordato la scarsa tempestività del momento della riforma, vista l’emergenza Covid-19; Giuseppe Meloni (PD) che ha espresso voto favorevole all’emendamento; Desirè Manca (M5S) ha posto l’accento sull’inutilità di una riforma che serve solo a creare 48 nuove poltrone; Eugenio Lai (Leu) per il quale la riforma non migliorerà la qualità dei servizi sanitari per i cittadini. Al termine delle votazioni l’emendamento 738 è stato bocciato.

Sull’emendamento 144 (uguale all’articolo 565) soppressivo dell’articolo 1, Massimo Zedda ha dichiarato che “dal 15 agosto il virus andrà in crescendo e poi a settembre esploderà. Ed è un paradosso che in Aula si discuta di riforma sanitaria con una situazione così grave”.

Criticità evidenziate anche dalla collega Laura Caddeo, per la quale “nella riforma manca la profilassi, l’educazione alla salute, la ricerca” e che “ai sardi non serve una governance che non si occupa dei bisogni”; Desirè Manca, invece, si è soffermata sulla lettera B dell’articolo 1; Francesco Agus ha espresso il proprio disappunto sul modo di legiferare della maggioranza.

Piero Comandini (PD) ha dichiarato di votare a favore dell’emendamento 144; Alessandro Solinas (M5S) ha espresso la convinzione che l’articolo 1 “vada cassato perché contiene promesse che poi il testo non mantiene”. 

L’aula è quindi passata all’esame dell’emendamento n.343, sostitutivo totale dell’art.1, presentato dai consiglieri di Leu Eugenio Lai e Daniele Cocco. A favore si sono espressi i consiglieri dei Progressisti Francesco Agus, Massimo Zedda, Maria Laura Orrù e Gianfranco Satta, del PD Giuseppe Meloni e il capogruppo di Leu Daniele Cocco. Messo in votazione l’emendamento n.343 è stato respinto con 32 voti contrari e 18 a favore.

Stessa sorte per gli emendamenti soppressivi parziali n.170 e 564. A favore sono intervenuti i consiglieri dei Progressisti Francesco Agus, Laura Caddeo, Gian Franco Satta, Massimo Zedda, del M5S Desirè Manca, Michele Ciusa e del PD Rossella Pinna.

Sull’ordine dei lavori ha invece preso la parola il consigliere del PD Roberto Deriu: “Per ragioni tattiche, la maggioranza non si esprime. Il popolo sardo merita un dibattito più esplicito. La maggioranza faccia un calcolo per capire quanti giorni occorreranno, procedendo in questo modo, per approvare la legge. Se si ordinasse un dibattito più composto e complesso potremmo avere una discussione più interessante per il popolo sardo. Il dibattito rischia di essere unilaterale”.

A Deriu ha replicato il consigliere di Sardegna 20Venti Stefano Tunis: “Non si scorge l’ambito all’interno del quale questo dibattito si dovrebbe articolare. Sentiamo parlare di poltrone e subiamo accuse sul tema della riorganizzazione. Diteci qual è l’ambito di discussione. Vediamo per il momento solo un atteggiamento ostruzionistico. Noi siamo disponibili ad accogliere proposte”.

Si è poi passati all’esame degli emendamenti n. 171 e 563, soppressivi parziali dell’art 1. Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ricordato all’aula la scadenza dell’ordinanza n.35 sul distanziamento nei luoghi di lavoro sollecitando un nuovo intervento chiarificatore da parte della Giunta. Gli emendamenti sono stati respinti con 29 voti contrari e 18 a favore.

Bocciati anche i soppressivi parziali n.172 e 562. Massimo Zedda ha ricordato la scadenza dei termini dell’ordinanza sulle sale da ballo: “Un intero settore tra poche ore non saprà cosa fare. E’ dovere di chi governa assumersi, ogni tanto, un briciolo di responsabilità”. A favore degli emendamenti soppressivi sono intervenuti i consiglieri del M5S Alessandro Solinas, dei Progressisti Laura Caddeo, Gianfranco Satta e Francesco Agus. Favorevole agli emendamenti anche la capogruppo del M5S Desirè Manca. Messi in votazione gli emendamenti sono stati respinti con 33 no e 21 sì.

Disco rosso anche per i soppressivi parziali n.174 e 560. A favore sono intervenuti Desirè Manca e Alessandro Solinas del M5S, Francesco Agus, Gianfranco Satta dei Progressisti e Giuseppe Meloni del Pd. Per la maggioranza ha preso la parola il consigliere di Udc-Cambiamo Antonello Peru: “Mi dispiace che l’appello degli onorevoli Deriu e Tunis non sia stato accolto. Il dibattito è strano. In campagna elettorale i candidati del centrosinistra e del M5S si erano espressi contro la Asl unica. Zedda disse che la Asl unica avrebbe lasciato il posto alle aziende nel territorio. Mentre il candidato dei Cinque Stelle Desogus affermò l’Asl unica è stata un fallimento. Il centrosinistra era contrario alla sua stessa riforma. Noi stiamo realizzando ciò che avete detto in campagna elettorale. I casi sono due: o il centrosinistra rinnega il passato oppure l’assessore Nieddu ha scritto il testo della riforma su suggerimento dell’opposizione”. A Peru ha replicato Zedda: “Peru cita un articolo dell’Unione Sarda durante la campagna elettorale. Ma nel 2016 sulla riforma del centrosinistra dissi: “si pensa alla sede dell’Ats e non alla salute dei cittadini”. In campagna elettorale affermai che dovevano essere fatte delle verifiche sull’Ats. Qualcuno della sua parte politica mi chiese di far fuori l’assessore Arru dalle liste elettorali. Non accettai”.

L’aula ha poi esaminato gli emendamenti n.175 e 559, soppressivi della lettera e) del comma 1 dell’art.1. A sostegno delle due proposte si sono espressi Massimo Zedda, Francesco Agus, Maria Laura Orrù e Laura Caddeo dei Progressisti, il capogruppo del M5S Desirè Manca e il consigliere Alessandro Solinas. Contro invece si è pronunciato il consigliere Stefano Tunis (Sardegna20Venti). Il consigliere Giorgio Oppi (udc-Cambiamo) è intervenuto sull’ordine dei lavori ricordando l’impegno a chiudere la seduta entro le 21.

Messi in votazione gli emendamenti soppressivi n.175 e 559 sono stati respinti con voti 33 contrari e 18 favorevoli. I lavori riprenderanno domani alle 9.00.

foto Sardegnagol riproduzione riservata

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