Politiche giovanili, Torino apripista nella coprogrammazione per i giovani.

Una luce nell’oscurità inizia a splendere all’interno del buio e autoreferenziale paradigma delle politiche giovanili in Italia. Ad accendere ‘l’interruttore’ è stato il Comune di Torino, apripista nell’apertura alla coprogettazione con gli enti del terso settore locale nel settore della gioventù.

“Parte la coprogrammazione e coprogettazione riguardo le attività previste dal Piano Urbano Integrato, nell’ambito della Missione 5 del PNRR. Si attua così la deliberazione di marzo 2022 con cui si approvava la realizzazione dell’Azione A35 “Coprogettazione con il terzo settore e partnership pubblico-privata – azioni a favore di adolescenti e giovani”, si legge nella nota comunale.

In particolare, la spesa finanziata dall’Unione Europea all’interno dell’iniziativa Next Generation EU, ammonta a circa 4 milioni e mezzo di euro suddivisi in due ambiti di intervento: 2.960.000 saranno destinati ad azioni materiali su edifici di aggregazione giovanile e azioni immateriali su attività e servizi dedicati a giovani e adolescenti; i restanti 1.500.000 saranno impiegati in riqualificazione fisica e sociale di spazi pubblici non edificati nei pressi di biblioteche, punti prestito e scuole, con l’obiettivo più ampio di mettere in relazione queste diverse realtà con gli spazi pubblici ad esse circostanti.

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Il processo di coprogrammazione prevede il coinvolgimento di tutte le realtà associative territoriali interessate, dagli enti di secondo livello alle singole realtà non affiliate, tramite plenarie, tavoli di incontro e incontri specifici. Alla base di ogni azione i 5 obiettivi delle Politiche Giovanili della Città, direttamente correlati agli Youth Goals delineati dalla Strategia dell’Unione Europea per la Gioventù 2019-2027: spazio e partecipazione per tutti; informazione e dialogo costruttivo; società inclusiva; benessere personale e sociale; pari opportunità ed uguaglianza di genere.

Articolata in diverse fasi, con un cronoprogramma dettagliato, la coprogrammazione sarà finalizzata alla realizzazione di attività di ampio respiro, della durata di 4 anni per l’avvio e il consolidamento, più altri 6 di radicamento nel territorio. Nello specifico, il primo quadriennio sarà così strutturato: da ottobre a dicembre 2022 sarà effettuata la rilevazione partecipata dei bisogni e delle proposte progettuali; da gennaio ad agosto 2023 coprogettazione, bandi e selezione dei progetti; da settembre 2023 a giugno 2025 ci sarà la fase di avvio e realizzazione dei progetti, attività gestionale, monitoraggio e verifica in itinere; infine, da luglio 2025 a marzo 2026 si procederà alla documentazione e alla rendicontazione economico-finanziaria.

“Il percorso che stiamo per iniziare, aperto e condiviso, è una novità assoluta nell’ambito delle politiche giovanili. Vogliamo coprogettare per migliorare l’offerta dei servizi già presenti sul territorio, includendo tra i diversi obiettivi anche quello di ripensare interamente l’InformaGiovani e dargli una nuova veste che sia più in linea con le reali esigenze dei giovani” ha affermato l’assessora alle Politiche Giovanili ed Educative Carlotta Salerno. “I fondi ricevuti dall’Unione Europea costituiscono un’opportunità più unica che rara, ed è per questo che vogliamo lavorare congiuntamente al Terzo Settore per rafforzare i rapporti già esistenti, costruirne di nuovi e introdurre una modalità di lavoro, la co programmazione, che auspichiamo diventi consuetudine. Vogliamo costruire le politiche giovanili insieme ai giovani stessi e vogliamo che Torino sia una città aperta, capace di offrire possibilità e valorizzare potenzialità e talenti” conclude l’Assessora.

Paolo Truzzu, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Paolo Truzzu, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Un’azione decisamente virtuosa che si pone in completa antitesi rispetto a quanto prodotto negli ultimi 15 anni di Giunte comunali nella principale città della Sardegna, Cagliari. Unità territoriale dove le politiche giovanili sono da sempre viste più come uno strumento per il mantenimento di servizi desueti (quanto sconosciuti ai/alle giovani) e inutili “stipendifici”.

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Giunta Truzzu, per quale motivo non riadattare le buone pratiche realizzate in altri comuni d’Italia? Mancanza di competenza e sensibilità o cos’altro? Quale dinamica osta l’avvio di un serio percorso di coprogettazione delle politiche giovanili con le organizzazioni più qualificate del territorio? Perché tanta autoreferenzialità e mancanza di senso critico per lo sviluppo delle politiche per i/le giovani a Cagliari?

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