Sos fauna selvatica, sit-in della Coldiretti a Cagliari.

Un nuovo fronte comune per risolvere i problemi dell’agricoltura sarda causati dalla fauna selvatica. Questa la richiesta della Coldiretti Sardegna, oggi a Cagliari sotto il palazzo del Consiglio regionale per lanciare l’allarme sul fenomeno che sta mettendo in ginocchio il mondo delle campagne. Un appello, apparentemente, accolto dall’Assemblea regionale, vista la discussione sul provvedimento di riforma della legge 23 del 1998 sul tema della protezione della fauna selvatica e l’esercizio della caccia nell’isola, considerata come obsoleta dall’associazione di categoria regionale.

“Noi – spiega alla ‘Dire’ Battista Cualbu della Coldiretti – non vogliamo trasformarci in bracconieri, ma servono tutele. Purtroppo le norme di riferimento sono datate e non sono al passo con le esigenze attuali. Rispettiamo gli animalisti, ma gli agricoltori hanno il diritto di tutelare il loro lavoro”.

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Presente alla manifestazione della Coldiretti anche l’assessora regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia: “Abbiamo affrontato più volte questo tema in Commissione Politiche agricole nel corso dei lavori della Conferenza delle Regioni e con tutti gli altri assessori abbiamo sollecitato il Governo a mettere mano alla riforma della legge 157 del 1992, adeguando l’elenco dei soggetti che possono intervenire per il contenimento e il controllo della fauna selvatica”.

L’iniziativa di oggi, prosegue Murgia, “rilancia l’allarme soprattutto sulla presenza incontrollata dei cinghiali e serve a richiamare l’attenzione su altre specie, come i cormorani e le cornacchie, particolarmente dannose per gli agricoltori e i pescatori sardi. Con una revisione delle attuali norme – chiosa l’esponente della Giunta Solinas – si otterrebbero meno burocrazia e maggiore economicità, liberando risorse per altri interventi a favore del comparto”.

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