Politica di Coesione, Polčák: “Indice di competitiva regionale dimostra disparità significative”.

Esistono ancora disparità significative tra le regioni dell’UE. A ricordarlo la pubblicazione dell’indice di competitività regionale nell’Ue dello scorso mese di marzo. Una vera e propria cartina tornasole circa i risultati prodotti dalla Politica di Coesione nell’UE27, dal momento che l’indice rappresenta un benchmarking per la misurazione dei principali fattori di competitività delle regioni UE, tra cui la capacità di offrire un ambiente attraente per imprese e cittadini.

Nel dettaglio, ricorda l’eurodeputato del PPE, Stanislav Polčák, “la maggior parte delle regioni orientali dell’UE ha continuato a rimanere indietro, con parti della Repubblica ceca, della Romania, della Slovacchia e della Bulgaria che si sono ulteriormente allontanate dalla media dell’UE”.

LEGGI ANCHE:  Aumenta la povertà infantile, Wiśniewska: "In UE al 24,4% nel 2021".

Destino ascrivibile anche a regioni italiane come la Sardegna, dove mancano – insieme a una classe dirigente valida – anche i dirigenti responsabili delle Autorità di gestione dei principali fondi europei.

Una lettura, però, che trova d’accordo la commissaria Elisa Ferreira, secondo la quale le prestazioni delle regioni degli Stati membri centrali e orientali “hanno iniziato a divergere dalla media dell’UE per il periodo 2019-2022”.

“Le politiche pubbliche – spiega la Ferreira – dovrebbero promuovere la convergenza verso l’alto, aiutando le regioni meno competitive a migliorare le loro prestazioni e a recuperare il ritardo. In complementarità con altri strumenti dell’UE, la Politica di Coesione, in quanto principale politica di investimento dell’UE, contribuisce a ridurre i divari di competitività e migliorare la resilienza economica, con particolare attenzione alle regioni meno sviluppate”.

LEGGI ANCHE:  Competenze digitali in Europa, Zagorakis: "Quali azioni dalla Commissione UE?".

foto European Committee of the Regions