PE, Garanzia Giovani: “Sfruttare appieno opportunità per i giovani”.

Rafforzare il programma Garanzia Giovani nel prossimo bilancio 2021-27, porre fine agli stage non retribuiti e ridurre il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE. Sono solo alcuni dei punti rimarcati dai deputati europei nel corso del dibattito odierno sul programma Garanzia Giovani.

Un programma che ha prodotto risultati a luci e ombre, facilitando, per i suoi sostenitori, l’inserimento dei giovani europei nel mondo del lavoro e, per i detrattori, una spendita di risorse europee finalizzata a sostenere un percorso di sfruttamento lavorativo dei giovani nell’Unione.

Un programma che il Parlamento europeo vuole rilanciare, come dimostra la risoluzione approvata in data odierna (con 574 voti favorevoli, 77 contrari e 43 astensioni) esortando i Paesi UE a garantire che i giovani che si iscrivono ai programmi di garanzia a loro dedicati ricevano “offerte di lavoro, formazione, apprendistato o tirocinio qualitativamente valide, diversificate e personalizzate, con un’equa remunerazione”.

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Con un tasso di disoccupazione giovanile nell’UE che si attesta al 17,6% ad agosto 2020 (in aumento rispetto al 14,9% prima della crisi COVID-19) e che è previsto in continua crescita, il Parlamento chiede maggiori fondi per rafforzare il regime di garanzia per i giovani per il periodo 2021-2027.

Una esigenza particolarmente sentità anche nel nostro Paese, dove il tasso di disoccupazione giovanile ad agosto 2020 è arrivato al 32,1%.

I deputati europei nel corso dei lavori, hanno deplorato il fatto che a luglio il Consiglio europeo abbia ridotto significativamente, dal 15 al 10%, le risorse in gestione condivisa del FSE+ (Fondo sociale europeo Plus),risorse destinate a sostenere l’occupazione giovanile, il che è “totalmente in contraddizione con l’ambizione dell’Unione di investire nei giovani”.

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Il Parlamento europeo, ancora, ha condannato la pratica degli stage, dei tirocini e degli apprendistati non retribuiti, che costituisce una forma di sfruttamento del lavoro dei giovani e una violazione dei loro diritti, invitando la Commissione a presentare un quadro giuridico che sia efficace e applicabile per la messa al bando di tali pratiche.

La Garanzia per i giovani, secondo i deputati, dovrebbe essere inserita in un insieme coerente di politiche sociali e assistenziali, per garantire che i giovani che non hanno un lavoro, un’istruzione o una formazione, i cosiddetti “NEET” (“Not in Education, Employment or Training”) vi abbiano accesso. Secondo i deputati, “qualsiasi discriminazione subita dai giovani per qualsiasi motivo deve essere combattuta attivamente nei programmi di garanzia per i giovani”.

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Dal 2014, la Garanzia per i giovani ha aiutato 24 milioni di giovani a ricevere formazione, istruzione o lavoro. Nel luglio 2020, la Commissione ha proposto di estendere la sua copertura ai giovani sotto i 30 anni, per aiutare un numero ancora maggiore di persone, nell’ottica di una transizione verde e digitale.

Nel luglio 2020, il Parlamento ha approvato uno stanziamento complessivo di 145 milioni di euro per l’occupazione giovanile per sostenere i giovani che vivono nelle regioni dove il tasso di disoccupazione giovanile è superiore al 25%.

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