Parlamento UE, digitale e Ucraina nella plenaria di luglio.

Riprende l’attività della plenaria del Parlamento europeo. Da lunedì gli eurodeputati si riuniranno per approvare – o meno – la legge sui servizi digitali e sui mercati digitali (il Digital Markets Act). Norme, ricordano dall’Aula, “che puntano a regolamentare il panorama digitale e limitare le pratiche sleali delle piattaforme digitali, aumentandone la responsabilità e proteggendo gli utenti da contenuti dannosi e illegali”.

Martedì i rappresentanti del Parlamento europeo procederanno poi con la votazione sul rapporto sulla salute mentale nel mondo del lavoro digitale che, nelle ambizioni della Camera, dovrebbe chiamare all’azione sia la Commissione europea che gli Stati membri per il riconoscimento della salute mentale quale priorità nell’agenda politica europea.

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Sulla scia dell’aumento dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, gli eurodeputati discuteranno martedì sull’utilizzo dei fondi UE a sostegno dei/delle cittadini/e europei/e e sull’inserimento di una tassa sugli utili delle società energetiche.

Mercoledì, ancora, il PE si pronuncerà sul piano della Commissione europea che punta a classificare l’energia nucleare e il gas come sostenibili dal punto di vista ambientale. Secondo questa proposta i progetti interessati potrebbero beneficiare dei finanziamenti dell’Unione europea. Piano verso il quale si sono opposti gli eurodeputati delle commissioni per gli affari economici (ECON) e ambiente (ENVI).

In agenda anche la discussione sulla concessione all’Ucraina dello status di candidato all’UE con i rappresentanti del Consiglio e della Commissione europea.

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Calendarizzato, inoltre, l’intervento del Primo Ministro ceco, Petr Fiala, chiamato a condividere con gli eurodeputati il programma e le priorità della Presidenza ceca. Dal 1° luglio, infatti, la Repubblica Ceca è alla guida del semestre di Presidenza del Consiglio dell’UE.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno previsti nel corso della plenaria la questione dell’allargamento dell’UE nei Balcani occidentali, l’adozione dell’euro da parte della Croazia, le proteste contro la legislazione sull’aborto negli Stati Uniti, la povertà delle donne in Europa e le relazioni tra partiti estremisti dell’UE e la Federazione Russa.

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