Imprese: 15mila euro a fondo perduto per i trasferimenti nei piccoli comuni.

Ammonta a 15mila euro il contributo a fondo perduto per le aziende che apriranno o trasferiranno la propria azienda nei piccoli comuni della Sardegna sotto i 3mila abitanti. Una somma decisamente ‘ragguardevole’ secondo la Giunta Solinas per procedere verso il rilancio delle aree interne e il contrasto allo spopolamento nell’Isola.

Premio, come confermato dagli indirizzi operativi dell’esecutivo regionale, che potrà essere elevato a 20mila euro laddove si incrementi l’occupazione. Ma, riflettendo sui numeri e sull’attuale ordinamento previdenziale italiano, quest’ultimo intervento non può che apparire come assolutamente macchiettistico, quasi a confermare la difficoltà per gli esponenti dell’Esecutivo di calarsi nella realtà di tutti i giorni.

Grandi proclami, come ricordato dal tenore della comunicazione istituzionale della Giunta sulle risorse programmate per le misure di ripopolamento dei territori – arrivate ora a 105 milioni di euro – verso i quali è sempre più difficile nutrire alcuna speranza di successo.

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Se il fulcro dell’azione della Giunta regionale vuole sostanzializzarsi, infatti, sui mattoni e sul ‘viavai’ di imprese nei piccoli centri l’impressione è che si sia in presenza dell’ennesima copiosa spendita di denaro pubblico in assenza di un serio piano contro lo spopolamento. Quale effetto di contagio o virtuosismo si potrà creare con i vari contributi da 15mila euro – prendendo in considerazione anche i tempi della macchina burocratica – in assenza di pluriennali politiche per i giovani, per la natalità (sul bonus nascita introdotto con l’ultima Manovra si poteva decisamente fare di più) e di nessuna autocritica contro la ‘necessaria’ politica dei territori (tanto in voga in Consiglio regionale), capace di mettere quotidianamente in ombra alcuna visione sinergica all’interno della Sardegna?

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Ma, secondo una rapporto di causa effetto tipico della teoria ipodermica, per il Governatore Solinas la strategia regionale porterà risultati di sistema: “Nel corso della Legislatura e con l’ultima Manovra finanziaria la Regione ha definito il quadro strategico delle misure volte a contenere e contrastare il fenomeno dello spopolamento incentivando da un lato i residenti a non abbandonare il loro territorio e dall’altro rilanciando l’economia e incrementando i consumi al fine di poter fornire i servizi necessari per attrarre nuovi residenti. Per la prima volta – prosegue Solinas – si mettono in campo risorse vere e certe necessarie affinché la Sardegna possa combattere con forza e decisione lo spopolamento dei territori e l’isolamento”.

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Più autocelebrativo, infine, il commento dell’assessore alla Programmazione Giuseppe Fasolino: “Oggi possiamo pensare a una rinascita dei piccoli Comuni perché diamo la possibilità alle famiglie ed alle imprese di vivere appieno quelle realtà territoriali che a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’esodo giovanile rischiano di morire”.

Equivoca, infine, l’assenza di una classificazione di aziende potenzialmente beneficiarie del contributo a fondo perduto. Su quale sviluppo puntare? Manifatturiero, servizi o, volendo usare un linguaggio identitario tanto caro alle alte sfere istituzionali, “basta chi siara”? Quale strategia e garanzia di successo per l’insediamento di attività produttive nei piccoli centri potrà emergere da tanta eterogeneità e mancanza di indirizzo?

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