Medicina generale, ecco il nuovo bando regionale. Ma per anni graduatorie bloccate.

Nonostante le graduatorie per l’assegnazione degli incarichi di medicina generale nell’Isola siano rimaste bloccate per anni durante la Giunta Pigliaru – aspetto scarsamente evidenziato negli attacchi della minoranza regionale – e nonostante l’evidente fuga di giovani medici (perchè lavorare in Sardegna nell’attesa di un incarico e in condizioni di disagio?), l’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale ha pubblicato oggi il nuovo bando per l’assegnazione a tempo indeterminato di incarichi vacanti della medicina generale per il 2023. Complessivamente sono 492 le sedi bandite in tutta l’Isola: 98 sedi nel territorio dell’Asl di Sassari; 44 nell’Asl della Gallura; 58 nell’Asl di Nuoro, 16 nell’Asl dell’Ogliastra; 59 nell’Asl di Oristano; 38 nell’Asl del Medio Campidano; 29 nell’Asl del Sulcis; 150 nell’Asl di Cagliari.

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L’avviso, pubblicato oggi nel Buras, resterà aperto per venti giorni, fanno sapere dalla Regione. “Alla chiusura dell’avviso per le sedi del 2022, pubblicato a febbraio, avevamo promesso tempi stretti per la pubblicazione del nuovo bando e abbiamo mantenuto gli impegni”.

Insomma, è ufficiale. E’ iniziata la pomposa campagna di proclami in vista delle prossime elezioni regionali.

“In questi mesi – ha dichiarato però l’assessore Carlo Doria – abbiamo messo in campo soluzioni emergenziali straordinarie, con l’attivazione delle Ascot, gli Ambulatori straordinari di comunità territoriali, e l’aumento dei massimali su base volontaria a 1.800 pazienti. La carenza dei medici resta il nodo principale per la Sardegna come per le altre regioni, ma nel nostro caso pesa anche lo svantaggio dell’insularità. Confido che l’importante risultato raggiunto sul tavolo sindacale a marzo per l’accordo su 140 sedi disagiate e disagiatissime, sulle quali abbiamo messo risorse importanti per riconoscere ai medici un incentivo economico, possa portare risposte in tutte quelle sedi in cui oggi si fatica di più a trovare medici disposti ad accettare incarichi”.

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