Lotta alla disoccupazione. La relazione della Commissione conferma il successo di SURE. Stanziato più del 90 % della dotazione totale di 100 miliardi.

La Commissione ha pubblicato la sua prima valutazione preliminare dell’impatto di SURE, lo strumento da 100 miliardi di euro concepito per proteggere i posti di lavoro e i redditi colpiti dalla pandemia di Covid-19.

Secondo la relazione, SURE è riuscito ad attenuare il grave impatto socioeconomico della crisi pandemica, contribuendo a mantenere basso l’aumento della disoccupazione negli Stati membri rispetto a quanto rilevato nel corso della crisi finanziaria mondiale, nonostante un maggiore calo del PIL.

Dalla relazione della Commissione emerge ancora che lo strumento ha sostenuto tra i 25 e i 30 milioni di persone nel 2020, circa un quarto del numero totale di persone occupate nei 18 Stati membri beneficiari. Come riportato nella relazione hanno beneficiato dello strumento SURE tra 1,5 e 2,5 milioni di imprese colpite dalla pandemia, che hanno così potuto mantenere i livelli occupazioni pre-Covid.

Imprese, foto Sardegnagol
Imprese, foto Sardegnagol

Grazie all’elevato rating di credito dell’UE, prosegue la relazione, utilizzando SURE gli Stati membri hanno risparmiato, secondo le stime, circa 5,8 miliardi di euro di interessi rispetto a quanto avrebbero dovuto pagare se avessero emesso essi stessi debito sovrano. Le erogazioni future genereranno verosimilmente ulteriori risparmi. Il feedback dei beneficiari, ancora, dimostra che il sostegno di SURE ha svolto un ruolo importante nella creazione dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e nell’aumento della copertura e del volume di tali regimi. La relazione odierna riguarda anche le operazioni di assunzione e concessione di prestiti per finanziare SURE. La domanda da parte degli Stati membri è stata forte: è già stato stanziato più del 90 % della dotazione totale di 100 miliardi di euro disponibile nell’ambito di SURE. In particolare la Commissione ha proposto un sostegno finanziario complessivo di 90,6 miliardi di euro a 19 Stati membri, di cui 90,3 miliardi di euro già approvati dal Consiglio a favore di 18 Stati membri. SURE, quindi, potrà ancora mettere a disposizione più di 9 miliardi di euro di assistenza finanziaria e gli Stati membri potranno ancora presentare richieste di sostegno.

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È stato altrettanto forte l’interesse degli investitori per le obbligazioni SURE: alla data di chiusura della relazione la Commissione aveva raccolto 53,5 miliardi di euro nelle prime quattro emissioni, con richieste di sottoscrizione in media più di dieci volte superiori alla disponibilità. Tutti i fondi sono stati raccolti come obbligazioni sociali, il che garantisce agli investitori che il loro denaro è destinato a misure con una reale finalità sociale, a sostegno dei redditi delle famiglie in un periodo di crisi. La capacità dell’UE di raccogliere fondi per SURE è stata sostenuta da una garanzia di 25 miliardi di euro da parte di tutti gli Stati membri: un forte segnale di solidarietà europea.

Per il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis: “L’iniziativa SURE ha dato buona prova di sé mantenendo in attività i lavoratori e le imprese durante la crisi. Concepita come una delle tre reti di sicurezza per affrontare le conseguenze a breve termine della crisi, è riuscita a sostenere decine di milioni tra persone e imprese in tutta l’UE, proteggendo dal rischio di disoccupazione e salvaguardando i mezzi di sussistenza. Nell’avviarci verso la ripresa – ha concluso Dombrovskis – continueremo con misure volte a sostenere una ripresa creatrice di occupazione e a fornire un sostegno attivo ai lavoratori e ai mercati del lavoro”.

Johannes Hahn, foto Creative Commons license CC-BY-4.0
Johannes Hahn, foto Creative Commons license CC-BY-4.0

Parere condiviso dal Commissario per il Bilancio Johannes Hahn: “Per la prima volta nella storia la Commissione ha emesso obbligazioni sociali sui mercati per raccogliere fondi che hanno contribuito a mantenere posti di lavoro durante la crisi. Come si evince dalla relazione sul sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE), l’impatto positivo per le imprese e i loro dipendenti è concreto e tangibile”.

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Un programma che per il Commissario Italiano Paolo Gentiloni ha messo in evidenza una ritrovata solidarietà europea tra gli Stati membri: “Dalla relazione odierna emerge che fino a 30 milioni di persone e ben 2,5 milioni di imprese in 18 paesi dell’UE hanno beneficiato di questo innovativo strumento europeo. E gli Stati membri hanno risparmiato, secondo le stime, 5,8 miliardi di euro prendendo in prestito tali fondi dall’UE anziché sui mercati. Nell’attesa dell’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, SURE offre un esempio incoraggiante di ciò che la solidarietà europea può fare per i nostri cittadini”.

La relazione odierna è la prima relazione semestrale su SURE trasmessa al Consiglio, al Parlamento europeo, al comitato economico e finanziario e al comitato per l’occupazione. A norma dell’articolo 14 del regolamento SURE, la Commissione è giuridicamente tenuta a pubblicare tale relazione entro sei mesi dal giorno in cui lo strumento è divenuto disponibile. Seguirà una relazione ogni sei mesi, fintanto che SURE sarà disponibile.

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Oltre ai 18 Stati membri esaminati nella relazione, la Commissione ha successivamente proposto di concedere assistenza finanziaria a un diciannovesimo Stato membro, l’Estonia, per un importo di 230 milioni di euro. Dopo la data di chiusura della relazione la Commissione ha anche raccolto ulteriori 9 miliardi di euro di obbligazioni SURE.

Il 4 marzo la Commissione ha presentato una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19 che delinea un approccio strategico per passare gradualmente dalle misure di emergenza adottate per preservare posti di lavoro durante la pandemia alle nuove misure necessarie per una ripresa creatrice di occupazione. Con EASE la Commissione promuove la creazione di posti di lavoro e le transizioni professionali, in particolare verso i settori digitale e verde. Le tre raccomandazioni strategiche consistono in incentivi all’assunzione e sostegno all’imprenditorialità, opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione e maggiore sostegno da parte dei servizi per l’impiego.

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