Libertà di stampa: cresce la disinformazione, diminuisce il sostegno verso l’informazione di qualità.

Come è cambiata la libertà di stampa rispetto all’anno precedente? Si può parlare di pluralismo diffuso nell’UE? Come viene difeso l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE sulla libertà di espressione e di informazione da parte delle istituzioni europee? E ancora, sono sostenuti in Europa i piccoli editori indipendenti?

Domande complesse alle quali è difficile rispondere in modo netto, come ricordato dal recente bando dei canali Russia Today e Sputnik recentemente adottato dalla stessa Commissione europea. Un vero e proprio schiaffo all’articolo 11 della Carta, orfano di una dovuta campagna di stigmatizzazione da parte delle associazioni giornalistiche e media verso le istituzioni europee.

Infografica che mostra l'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE sulla libertà di espressione e di informazione
Articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE sulla libertà di espressione e di informazione, immagine europarl.eu copyright european parliament 2022

Nel contempo il giornalismo sta subendo pressioni sempre maggiori in un contesto dove il sostegno all’editoria indipendente è sempre più scarno e inaccessibile per i piccoli editori, specialmente per quelli locali. Un fenomeno, quest’ultimo, ampiamente rilevabile nelle diverse call ‘democratiche’ bandite dalle varie agenzie europee a sostegno del “giornalismo di qualità” che, nella stragrande maggioranza dei casi, vedono l’attribuzione delle risorse ai grandi gruppi editoriali. Senza contare il fenomeno della disinformazione e del collegato contrasto allo sviluppo del pensiero critico dei cittadini e delle cittadine europei/e, specialmente dei più giovani, sostenuto per effetto dell’inerzia delle istituzioni UE nell’ambito di un quadro di sostegno all’editoria realmente accessibile. In un contesto sempre più desertificato, in termini di editori di qualità, a ben poco potrà servire la proposta della Commissione contro le azioni legali dannose contro i giornalisti e attivisti. In mancanza di un corposo e meritocratico rafforzamento della sostenibilità degli operatori del comparto europeo, sarà sempre minore la possibilità per i cittadini e cittadine dell’UE di informarsi e attivare un’analisi critica e ragionata sugli avvenimenti locali, nazionali e internazionali.

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Uno stato di salute, quello della libertà di stampa nell’UE, che secondo la 20esima edizione del World Press Freedom Index, continua a rappresentare eccellenze – con Norvegia, Danimarca, Svezia ed Estonia in testa – e le immancabili zone d’ombra. Tra i paesi europei, adesso è la Grecia ad essere ultima, paese in cui ai giornalisti viene impedito di occuparsi di questioni che spaziano dalla migrazione al Covid-19.

Infografica sulla libertà di stampa nell'UE secondo Reporter senza frontiere: la Danimarca sarebbe la migliore in classifica e la Grecia la peggiore.
Infografica sulla libertà di stampa nell’UE secondo Reporter senza frontiere. Fonte Reporter senza frontiere, copyright europarl.eu