L’indagine IXE sui giovani in Sardegna.

Lavoro, stabilità economica e denaro . Queste sono le priorità dei giovani sardi stando all’indagine IXE “La Sardegna: lo stato delle cose fra ‘percepito’ e ossatura reale” realizzata su un campione di 800 persone di età compresa tra 18 e 34 anni. Un segmento demografico che per il 47% ritiene di avere un credito nei confronti dello Stato e che crede poco a un futuro in Sardegna (solo 19 su 100 la pensano diversamente).

Numeri deprimenti che richiederanno l’adozione di un nuovo paradigma alla Giunta Regionale di centrodestra. Sono, infatti, inattivi 51 under35 su 100 a fronte di un magro 32% di occupati. La principale fonte di welfare degli under35 in Sardegna resta sempre la famiglia. Il 52% dichiara di vivere grazie al sostegno economico dei genitori , mentre solo il 39% riesce a farcela con le proprie forze. Condizione che si ripercuote anche sullo sviluppo dell’indipendenza dei giovani sardi, costretti nel 51% dei casi a vivere con “mamma e papà”. Anche sul fronte della mobilità internazionale gli under35 sardi sono deficitari, con una media di 5 viaggi all’estero per giovane negli ultimi 9 anni, mentre 19 ragazzi su 100 non sono mai andati all’estero. L’attività sportiva, anche se sotto di diversi punti percentuali, è in linea con il dato italiano (32% dei giovani pratica sport con regolarità), mentre è maggiore, rispetto ai coetanei delle altre regioni, l’uso dei social network e l’utilizzo dei servizi web con una media di 2,4 ore al giorno .

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Tra i comportamenti socialmente accettabili 45 giovani sardi su 100 ammettono che l’abuso di alcol non è un comportamento sconveniente, seguito dall’uso di sostanze stupefacenti e viaggiare sui mezzi pubblici senza biglietto. La pratica religiosa e l’interesse per la partecipazione politica, invece, continuano a perdere appeal posizionandosi nelle ultime due posizioni della classifica degli aspetti importanti della vita dell’individuo.

Il posto pubblico risulta ancora la meta più ambita per i giovani sardi, quasi a dimostrazione della rassegnazione di riuscire a creare sviluppo in Sardegna partendo dalle proprie capacità e un minimo di capitale . Soltanto 9 under35 su 100 intraprenderebbero la via dell’imprenditoria. Un dato in perfetta linea con le statistiche nazionali. Un trend che dovrebbe portare seriamente le istituzioni a rivedere il sistema formativo e adottare strategie innovative capaci di colmare la difficoltà provocata dagli stringenti vincoli europei per le imprese giovanili e i soggetti non bancabili.

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Complessivamente la sensazione che si ricava da questo breve viaggio all’interno dell’universo giovanile è quella di una realtà che riproduce stagnazione, impedisce percorsi di mobilità sociale e che confina patrimoni di intelligenza e potenziale laboriosità entro le antiche pareti di ceto e classe, impoverendo, così, il sempre meno ricco capitale sociale e culturale dell’Isola.

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