ID: “Banalizzazione della pedofilia deve essere combattuta con fermezza in UE”.

Non bisogna abbassare la guardia ne tanto meno ridimensionare le pene per i pedofili e per il consumo di materiale pedopornografico. Un’affermazione che non avrebbe bisogno di essere ribadita se non fosse per la crescente banalizzazione del fenomeno in UE, come ricordato in una recente interrogazione parlamentare dei gruppi Identità e Democrazia, PPE e ECR*, per i quali sarebbero in aumento i messaggi incitanti alla pedofilia nell’UE.

“La lotta alla pedofilia deve essere una priorità assoluta. Si stima che ogni anno in Francia 165000 minori siano vittime di stupro e violenza sessuale” mentre “nei Paesi Bassi, il partito PNVD, che sostiene la legalizzazione della pedofilia e del possesso di materiale pedopornografico, è ben consolidato”. Partito, rifondato nel 2020 dopo la dissoluzione del 2010, dove il tesoriere Van den Berg affermò che “l’educazione è anche avvicinare i bambini al sesso”.

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Ancora, si legge nel testo dell’interrogazione “in Francia, due colossi del commercio elettronico, Amazon e Cdiscount, hanno immesso sul mercato, per poi ritirarle, bambole gonfiabili con dimensioni e forme da bambino, mentre Netflix ha prodotto una serie scandalosa dal titolo “Mignonnes”, i cui protagonisti sono preadolescenti iper-sessualizzati. Questa banalizzazione della pedofilia deve essere combattuta con fermezza”.

In risposta all’interrogazione parlamentare è intervenuta la Commissaria Ylva Johansson: “La lotta contro tutte le forme di abuso e sfruttamento sessuale dei minori, compresa l’istigazione a commettere tali reati, è una priorità della Commissione, come sottolinea nella sua strategia per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali su minori – COM(2020) 607 -, il cui obiettivo è offrire una risposta efficace a livello dell’UE contro gli abusi sessuali su minori (online e offline). Strategia che stabilisce otto iniziative per attuare e sviluppare il quadro giuridico adeguato, rafforzare la risposta delle autorità di contrasto e catalizzare un’azione multipartecipativa in materia di prevenzione, indagine e assistenza alle vittime. La strategia sui diritti dei minori invece – ha confermato la Commissaria – la cui adozione è prevista per fine marzo 2021, affronterà in più la questione della tutela dei loro diritti nell’ambiente digitale”.

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Intervento nel corso del quale è stata ricordata – grazie alla direttiva 2011/93/UE – la punibilità in tutta l’UE per la produzione, diffusione e vendita di materiale pedopornografico: “Per garantire la piena attuazione della direttiva la Commissione nel 2019 ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 23 Stati membri. La direttiva qualifica già come reati varie forme di abuso e sfruttamento sessuale dei
minori a prescindere dalle differenze tra gli Stati membri quanto all’età del consenso. Inoltre la Commissione avvierà uno studio per individuare le lacune legislative e attuative, le migliori pratiche e le azioni prioritarie a livello dell’UE. Lo studio – conclude la Johansson – avrà l’obiettivo di valutare se l’attuale legislazione dell’UE risponda sufficientemente a queste problematiche”.

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*Jean-Lin Lacapelle (ID), Jean-Paul Garraud (ID), Gilbert Collard (ID), Catherine Griset (ID), Jean-François Jalkh (ID), François-Xavier Bellamy (PPE), Gianantonio Da Re (ID), Hermann Tertsch (ECR), Annika Bruna (ID), Aurelia Beigneux (ID), Julie Lechanteux (ID), Elżbieta Kruk (ECR) e Gilles Lebreton (ID).