Giornalisti arrestati in Azerbaigian: l’Ue protesta per la violazione dei diritti umani.

Le recenti detenzioni arbitrarie dei giornalisti Ulvi Hasanli, Sevinj Vagifqizi, Mahammad Kekalov, Aziz Orujov, Rufat Muradli, Nargiz Absalamova, Teymur Kerimov, Ibrahim Humbatov e Hafiz Babaly avvenute in Azerbaigian hanno rimesso in luce le preoccupazioni dell’Ue sulla riduzione dello spazio per il giornalismo indipendente e sulle limitazioni alla libertà di espressione nel Paese caucasico. Azioni, ricorda oggi una nota del SEAE, il Servizio europeo per l’azione esterna, che va contro i suoi impegni internazionali.   

“I diritti umani, comprese le libertà fondamentali, e lo stato di diritto sono elementi importanti della relazione tra l’Azerbaigian e l’Unione europea”. Unione, va ricordato, arrivata a siglare un accordo energetico importante con il Paese del presidente İlham Əliyev, coinvolto in un feroce conflitto contro l’Armenia ma, contestualmente, definito dalla stessa Ursula von der Leyen “partner chiave dell’Ue“. Dichiarazioni a prova di coerenza, data la contemporanea narrazione alimentata dalla Commissione europea contro la Russia di Vladimir Putin, accusata di indicibili strappi allo Stato di diritto.

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Oggi, però, arriva la “doppia” nota polemica dell’Ue sul tema del rispetto dei diritti umani dei propri partner commerciali: “L’Unione europea si rammarica anche dell’arresto dell’attivista per i diritti umani Ilhamiz Guliyev e del leader dell’opposizione politica Tofiq Yagublu, nonché della decisione di prolungare la custodia cautelare dell’illustre studioso e attivista Gubad Ibadoghlu e dell’attivista della società civile Bakhtiyar Hajiyev. L’Unione europea invita l’Azerbaigian a rilasciare le persone incarcerate per aver esercitato i loro diritti fondamentali e a garantire uno spazio libero e senza ostacoli per il giornalismo indipendente e la libertà di espressione”.

L’Unione europea, dato il disinteresse a procedere verso l’applicazione di sanzioni verso il Governo di Baku, merita decisamente il premio per l’istituzione più incoerente del 2023…

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