Caucaso meridionale, Charles Michel: “De-scalation e rispetto del cessate il fuoco”. Associazioni armene in Italia: “Condanniamo l’attività di lobbying di alcuni membri del Parlamento”.

Ieri il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha discusso con il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, e il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, sulla recente escalation di violenza tra i due Paesi che ha causato la perdita di vite umane e numerosi feriti. Michel ha quindi chiesto a nome dell’UE di rispettare il cessate il fuoco e a dispiegare le forze militari in campo, nonché a rispettare gli impegni assunti nel quadro degli accordi trilaterali.

“L’UE – ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo – sostiene la dichiarazione dei copresidenti del gruppo di Minsk del 15 novembre. Invitiamo entrambe le parti a riprendere i negoziati per lavorare verso una soluzione globale delle questioni in sospeso, compresa la demarcazione dei confini”.

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Ostilità riprese dopo un anno dalla fine delle ostilità nel Nagorno Karabakh, conclusosi con un accordo per il cessate il fuoco firmato da Armenia e Azerbaigian.

Azerbaigian
Azerbaigian

“Guardando al futuro – si legge nella nota del Portavoce dell’UE -, è necessaria una soluzione globale per porre fine a più di tre decenni di conflitti e sofferenze. Per raggiungere questo obiettivo, l’UE continuerà ad essere in contatto con i partner internazionali, in particolare i copresidenti del gruppo di Minsk, lavorando con l’Armenia e l’Azerbaigian su una soluzione globale”.

Clima di distensione palpabile solo a livello istituzionale, come ricordato dalla nota del Gruppo Promotore Coordinamento Associazioni e Organizzazioni Armene in Italia: “Ieri, alle ore 13,00 locali le forze armate dell’Azerbaigian hanno attaccato la Repubblica di Armenia, sono penetrate nel territorio sovrano armeno, e attualmente occupano circa 41 km quadrati. Dallo scorso mese di maggio – si legge nel corpo della missiva – centinaia di soldati azeri stanno occupando porzioni di territorio sovrano internazionalmente riconosciuto di uno Stato membro delle Nazioni Unite. Le truppe azere sparano sui villaggi di confine, rubano bestiame, avvelenano sorgenti, mettono in atto provocazioni sia nel territorio della Repubblica di Armenia che in quello dell’Artsakh (Nagorno Karabakh)”.

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Da qui l’appello alle istituzioni italiane da parte del Coordinamento delle Associazioni e Organizzazioni Armene: “Alla luce dei nuovi drammatici sviluppi chiediamo che le istituzioni italiane si adoperino per esercitare, in quanto l’Italia è Paese membro del Gruppo di Minsk, ogni azione utile a fermare l’aggressione militare dell’Azerbaigian e condanniamo l’attività di lobbying di alcuni membri del Parlamento che in diverse sedi in Italia sostengono senza scrupoli il regime dell’Azerbaigian”.

Foto di Makalu da Pixabay