Brexit, Ursula Von der Leyen: “Un nuovo capitolo per un’Unione europea a 27”

Dopo quaranta mesi di negoziati si è concluso il lungo travaglio politico della Brexit, che, dal referendum del 2016, ha provato a destabilizzare l’integrità dell’Unione europea. Un piano che, contrariamente alle stravolgenti dichiarazioni di euforia del Presidente Boris Johnson, non produrrà danni irreversibili all’economia e alla prosecuzione del sogno europeo.

Una liberazione, quindi, la rimozione dell’Union Jack dalle sedi del Consiglio europeo e dalle tre sedi del Parlamento, a Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo. L’Europa torna a liberarsi dalla zavorra…era ora!

I rappresentanti delle principali istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione, hanno voluto salutare in modo encomiabile l’addio dei britannici: “Stasera – per la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen – il sole tramonterà su oltre 45 anni di presenza del Regno Unito nell’Unione europea. Questa di oggi sarà inevitabilmente una giornata di riflessione e di emozioni contrastanti per tante persone. Il nostro pensiero va a tutti coloro che hanno contribuito a fare dell’Unione europea ciò che è attualmente. A coloro che sono preoccupati per il loro futuro o delusi di vedere andarsene il Regno Unito. Ai membri britannici delle nostre istituzioni che hanno contribuito a dare forma a politiche che hanno migliorato la vita di milioni di europei. Il nostro pensiero va al Regno Unito e ai suoi cittadini, alla loro creatività, al loro ingegno, alla loro cultura e alle loro tradizioni, che sono stati parte integrante del tessuto europeo”.

Ursula von der Leyen

“Queste emozioni rispecchiano il nostro affetto per il Regno Unito, un sentire che va ben oltre l’appartenenza alla nostra Unione. La decisione del Regno Unito di andarsene ci rattrista profondamente ma l’abbiamo sempre profondamente rispettata. L’accordo raggiunto è equo per entrambe le parti e garantisce che i diritti di milioni di cittadini dell’UE e del Regno Unito continuino ad essere protetti nel luogo che chiamano casa”.

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Dopo l’addio del popolo britannico, ora inizierà la negoziazione della politica di cooperazione con il Paese oltre Manica, per la von der Leyen: “Dobbiamo guardare al futuro e costruire un nuovo partenariato duraturo tra amici. Insieme, faremo tutto ciò che è in nostro potere per garantirne il successo. Siamo pronti a essere ambiziosi. L’intensità del partenariato dipenderà dalle decisioni che andremo a prendere, perché ogni scelta ha le sue conseguenze. Senza la libera circolazione delle persone, non può esserci libera circolazione dei capitali, dei beni e dei servizi. Senza condizioni di parità per l’ambiente, il lavoro, la fiscalità e gli aiuti di Stato, non può esserci un accesso ottimale al mercato unico. Se non si è membri non si possono conservare i benefici dell’adesione”.

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Domani segnerà anche una nuova alba per l’Europa, per la Presidente von der Leyen: “Questi ultimi anni ci hanno avvicinato come nazioni, istituzioni e persone. Hanno ricordato a noi tutti che l’Unione europea non è solo un mercato o una potenza economica, ma è un insieme di valori che tutti condividiamo e difendiamo. Uniti siamo molto più forti. Per questo motivo gli Stati membri dell’Unione europea continueranno a unire le forze e a costruire un futuro comune. In un’epoca di accese lotte di potere e di turbolenze geopolitiche, le dimensioni sono importanti. Nessun paese, da solo, può arginare l’ondata del cambiamento climatico, trovare le soluzioni per il futuro digitale o esprimersi con voce autorevole nella crescente cacofonia mondiale”. 

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L’unione fa la forza anche in politica. Un messaggio rimarcato più volte dalla rappresentante tedesca: “Insieme, l’Unione europea può farcela. Possiamo, perché abbiamo il più grande mercato interno al mondo. Possiamo, perché siamo i primi partner commerciali di 80 paesi. Possiamo, perché siamo un’Unione di democrazie dinamiche. Possiamo, perché i nostri popoli sono determinati a promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena mondiale. Possiamo, perché gli Stati membri dell’UE faranno leva sul loro considerevole potere economico collettivo nelle discussioni con alleati e partner (Stati Uniti, Africa, Cina o India). Tutto questo ci infonde il rinnovato senso di una comunità di obiettivi. Abbiamo una visione comune di dove vogliamo andare e l’impegno a essere ambiziosi sulle questioni fondamentali dei nostri tempi. Come indicato nel Green Deal europeo, vogliamo diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, creando nuovi posti di lavoro e opportunità per le persone. Vogliamo assumere un ruolo guida per la prossima generazione di tecnologie digitali e vogliamo una transizione giusta a sostegno delle persone più colpite dal cambiamento”.

foto europarl.europa.eu

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