Zedda ripropone (purtroppo) la sua candidatura al governo della città. Pd cittadino: “Il partito può fare le sue proposte”.

Nell’attesa dell’ufficializzazione del nome del futuro candidato per il centrosinistra alla presidenza della regione – che si auspica possa arrivare entro i primi del mese di novembre – giovedì il consigliere regionale dei Progressisti, nonchè il due volte ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha, per ampi versi, rotto gli indugi dichiarando la propria disponibilità a tornare alla guida del comune di Cagliari, aprendo, così, un nuovo caso all’interno della coalizione di centrosinistra.

Una proposta, ha dichiarato l’esponente progressista nel corso dell’ultimo incontro in piazza Galilei, che “arriva non solo dal mio partito ma anche dai cittadini che incontro ogni giorno”.

Se è vero che la politica è l’arte dei modi e dei tempi, e con un campo largo ancora senza leader, l’uscita di Massimo Zedda rischia, quindi, di rappresentare un’asserzione pregiudizievole verso la tenuta della coesione del centrosinistra in vista delle prossime elezioni del 2024.

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Una fuga in solitaria, insomma, sulla quale il segretario cittadino del PD, Guido Portoghese ha precisato che l’obiettivo della coalizione dovrebbe essere quello di “lavorare sulle candidature dopo l’esito del tavolo regionale” e, ancora, che “il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni può fare le sue proposte”.

Dichiarazioni puntuali che dovrebbero suggerire una riflessione circa i già citati “modi e tempi” utili alla costruzione di un nuovo progetto cittadino, possibilmente antiteco alla “minestra riscaldata” o, peggio, al potenziale tentativo di vedere nei prossimi mesi la formazione di una improbabile coalizione civica (con tutti i rischi annessi) dopo 5 anni di disastrosa Giunta Truzzu.

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