Uscire dalla violenza: sono 19.600 le donne seguite dai centri antiviolenza nel 2021.

Sono stati pubblicati dall’ISTAT i dati dell’ultima rilevazione statistica sull’utenza dei centri antiviolenza. Da quanto emerge dall’indagine sarebbero circa 19.600 le donne (straniere nel 30% dei casi) che hanno affrontato nel 2021 il percorso di uscita dalla violenza attraverso tali centri. Il 19,1% di esse si sarebbe rivolto ai servizi solo in fase di emergenza, ovvero in una situazione di pericolo o a rischio di incolumità, mentre più del 70% delle donne cerca aiuto nei centri dopo anni di violenze. Per il 40% sono passati più di 5 anni dai primi episodi di violenza subita, per il 23% da 1 a 5 anni, per il 15% da 6 mesi a un anno e per il 7% da meno di 6 mesi.

Nel 72,6% dei casi i figli hanno assistito alla violenza subita dalle proprie madri e circa il 10% delle donne ritira la denuncia durante le varie fasi del processo. Solo il 22%, ancora, raggiunge gli obiettivi del percorso di uscita dalla violenza.

La distribuzione per età delle donne vede maggiormente rappresentate quelle tra i 40 e i 49 anni (29%), seguite dalle 30-39enni (26%). Le donne con meno di 29 anni costituiscono il 20% di quante hanno iniziato il percorso di uscita dalla violenza, quelle tra i 50 e i 59 anni sono il 17%. La quota restante è costituita per il 6% da donne tra i 60 e i 69 anni e per un 2% da ultrasettantenni.

Prima di prendere contatto con i centri antiviolenza il 40% delle donne ha parlato della violenza con qualcuno della propria rete familiare, il 29% si è rivolto alle forze dell’ordine, il 19% al pronto soccorso/ospedale. Altre, ancora, ai servizi sociali (15%) e agli avvocati (12%).

Stalking, violenze psicologiche ed economiche sono le forme di violenza più diffuse. Tra le donne che stanno affrontando il percorso di uscita dalla violenza, il 95,2% ha subito almeno una violenza tra minacce, stalking, violenza psicologica e violenza economica, il 66,6% ha subito violenza fisica e il 19,8% violenza sessuale. Minoritaria la percentuale di donne (2%) che ha subito una qualche forma di violenza prevista dalla Convenzione di Istanbul, come matrimonio forzato o precoce, mutilazioni genitali femminili, aborto forzato, sterilizzazione forzata.

Sono le donne tra i 30 e i 39 anni ad aver subito maggiormente violenza fisica (71,4%). La violenza sessuale riguarda invece in misura superiore le donne con meno di 16 anni (53,4%) e quelle dai 16 ai 29 anni (33,7%), Le donne di età uguale o superiore ai 30 anni sono quelle che più delle altre hanno subito almeno una forma di violenza come minacce, stalking, violenza psicologica, violenza economica.

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Nella maggioranza dei casi le diverse forme di violenza si sommano tra loro: solo il 16% delle donne ha subito un solo tipo di violenza, il 27% ne ha subiti due e un altro 27% tre. Assolutamente non residuale, pari al 30%, la quota di donne che hanno subito più di 4 tipi di violenza tra quelle indagate.

La durata della violenza varia a seconda della tipologia di violenza subita. Una storia più lunga di abusi, che dura almeno da 5 anni, riguarda il 75% delle donne che hanno subito violenza fisica e la quasi totalità di quelle che hanno subito almeno una minaccia, stalking, violenza fisica o psicologica. Diversamente, tra le donne che iniziano il percorso a seguito di un singolo episodio di violenza, la forma di violenza maggiormente rappresentata è la violenza sessuale (78,2%) contro, per esempio, il 30% della violenza fisica.

Sono 7.611 le donne che hanno ricevuto una valutazione del rischio da parte delle operatrici dei Centri; tra queste il 64,5% è risultato avere un rischio medio o basso mentre per un terzo (33,5%) il rischio è stato valutato alto o altissimo.

Particolarmente critica la situazione delle donne più giovani: il 31,5% delle ragazze con meno di 16 anni ha temuto per la propria (contro il 20,7% del totale delle donne) e oltre un quarto (26,7%) si è recato al Pronto soccorso. Stessa dinamica, seppur su valori più bassi, è riscontrabile anche in relazione al ricovero in ospedale. Inoltre, ad esser valutate ad altissimo rischio è il 46% delle donne con meno di 16 anni e il 40% di quelle tra i 16 e i 29 anni, mentre nella stessa condizione si trovano poco più di un quarto delle donne dai 60 ai 69 anni (27,4%) o dai 70 anni e oltre (28,2%).

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Elevatissimo il numero di casi in cui i figli assistono alla violenza subita dalla propria madre (72,6% delle vittime che hanno figli) e nel 21,4% dei casi i figli sono essi stessi vittima di violenza da parte del maltrattante. Inoltre circa il 16% delle vittime ha subito violenza durante la gravidanza.

Oltre tre quarti delle violenze sono perpetrate da parte del partner o ex. Nella quasi totalità dei casi (94,6%) le violenze sono riferibili a un solo autore e nel 3,5% dei casi a due. Gli autori della violenza si trovano soprattutto tra le persone con cui la donna ha, o ha avuto, legami affettivi importanti. Nel 54,8% dei casi è il partner a commettere violenza sulla donna, nel 22,9% si tratta di un ex partner, nel 12,5% è un altro familiare o parente; le violenze subite fuori dall’ambito familiare e di coppia costituiscono il restante 9,9%. Sul totale dei casi si rileva che circa un autore su cinque (19,7%) ha una forma di dipendenza, come ad esempio quella da alcool, droga, gioco o psicofarmaci.

La quota delle denunce è più alta se l’autore della violenza è un ex partner (34%): in particolare il 24% è stato denunciato una volta e il 10% più di una volta. Nel caso in cui la violenza sia stata effettuata ad opera di amici, colleghi o altri conoscenti, l’autore è stato denunciato nel 27% dei casi una volta e nel 4% più di una volta. Sono più basse le quote di autori denunciati se si tratta del partner attuale: il 22,3% quelli denunciati una volta e il 6% quelli denunciati più volte. La denuncia di altri parenti o familiari è pari al 21,1% dei casi.

Per quasi un terzo degli autori denunciati (32,3%) è stato richiesto un provvedimento di allontanamento o di divieto di avvicinamento e/o di ammonimento. Queste richieste sono state soddisfatte nel 72% dei casi. Il tempo passato per ottenere il provvedimento richiesto è stato “entro i 7 giorni” nel 17,4% dei casi e per un ulteriore 17,4% tra gli 8 e i 14 giorni. Nel 20,3% dei casi, invece, la donna ha dovuto attendere il provvedimento richiesto dai 15 ai 30 giorni; tempi più lunghi si sono verificati nel 30% di casi (il provvedimento è stato ottenuto tra 1 e 2 mesi per il 15,6% degli autori e in oltre 2 mesi per il 14%).

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Tra gli autori denunciati dalle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza nel 2021 il 13,8% non ha avuto alcuna imputazione nel corso del tempo, il 35,5% è ancora sotto indagine e il 28,7% ha avuto imputazioni. Nel 7% dei casi la denuncia è stata invece ritirata. Il 28,7% degli imputati è stato condannato; per il 66,5% il processo è ancora in corso mentre lo 0,8% è stato assolto. Anche dopo l’imputazione continuano ad esserci casi di ritiro della denuncia (l’1,3%).

Solo il 22% delle donne, ancora, raggiunge gli obiettivi del percorso di uscita dalla violenza. Alla fine del 2021, delle 19.592 donne interessate da un percorso di uscita dalla violenza il 46% risulta ancora coinvolto in un percorso in atto (percorso di uscita in corso o invio ad altro servizio) mentre il 51% ha avuto un esito finale del percorso (obiettivi raggiunti o abbandono/sospensione). Tra queste ultime, circa quattro donne su dieci hanno raggiunto gli obiettivi individuali prefissati a inizio percorso, un dato in linea con quello rilevato nel 2020; per le rimanenti sei su dieci l’esito del percorso è risultato negativo per interruzione o abbandono.

La probabilità di raggiungere gli obiettivi del percorso sono maggiori tra chi presenta una valutazione del rischio di recidiva meno grave. Le donne che hanno avuto una valutazione di gravità media o bassa hanno raggiunto gli obiettivi del percorso nel 71,1% dei casi e meno di frequente sono state ricoverate o andate al pronto soccorso rispetto a quelle che lo hanno interrotto.

Tra le donne che hanno subito una violenza fisica, il 29,4% ha interrotto il percorso di uscita dalla violenza, il 20,7% ha raggiunto gli obiettivi di uscita dalla violenza. Tra le donne vittime di violenza sessuale il 24% ha interrotto il percorso di uscita e il 22,9% ha raggiunto gli obiettivi.

Le donne che interrompono il percorso hanno in genere storie di violenza più lunghe e hanno subito più tipologie di violenza.