Turismo itinerante e commercio: le audizioni in commissione Attività produttive.

La commissione Attività produttive ha ascoltato in video conferenza i responsabili di categoria del c.d. “turismo itinerante” (Aiasc-aree sosta camper, Apc-produttori camper e caravan, Assocamp-campeggiatori turistici, Confedercampeggio e Camperisti sardi).

Un turismo ancora poco conosciuto ma con grandi potenzialità, hanno sottolineato gli operatori nel corso dell’audizione. Nel solo settore camper/caravan (veicoli speciali di cui l’Italia è il terzo produttore in Europa) circolano nell’UE circa 6 milioni di mezzi con equipaggi medi di 3 persone, ovvero 18 milioni di turisti che spendono circa 130 euro al giorno al netto dei pedaggi autostradali. Ma il grosso di questi flussi è concentrato in Germania, Francia e Spagna e solo una piccola parte arriva in Italia e in Sardegna, soprattutto per la mancanza di aree di sosta ben attrezzate e geograficamente ben distribuite.

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Nella seconda parte della seduta della commissione sono stati, invece, sentiti i responsabili di Confcommercio e Confesercenti sulla situazione del comparto.

Audizione in Commissione Attività Produttive

Per Confcommercio la direttrice Sara Pintus ha sottolineato che il settore, con il suo tessuto di piccole e medie imprese spesso a conduzione familiare rappresenta il 12% del Pil regionale e per molti aspetti un “salvagente sociale” che però, in questo momento, ha bisogno di sostegno per andare avanti: “Chiediamo strumenti semplici e veloci sul modello di ‘Artigiancassa’, ha sollecitato la Pintus, per poter stare sul mercato ed accompagnare nel breve e medio termine la ripartenza dell’economia regionale”.

Per Roberto Bolognese di Confesercenti “il 20% delle imprese, circa 7/8000 piccole aziende più l’indotto, potrebbe non riaprire nel post-pandemia e sarebbe un terremoto per l’economia regionale. La contrazione dei consumi ha colpito tutta la rete distributiva, ha ricordato Bolognese, ma soprattutto il comparto abbigliamento e calzature, il più esposto alla concorrenza dell’e-commerce”.

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Un problema che, almeno in parte, potrebbe essere risolto nel prossimo assestamento di bilancio in vista di una soluzione più strutturale attraverso la quale inserire il commercio nello stanziamento pluriennale di circa 6 milioni previsto nella finanziaria.

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