Terreni incolti, la von der Leyen annuncia le deroghe alle norme Ue.

La prima mobilitazione degli agricoltori da tutta Europa a Bruxelles ha fatto cedere la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha annunciato ieri le deroghe alle norme Ue sull’obbligo di mantenere i terreni incolti.

Un primo grande risultato del pressing degli agricoltori provenienti dal sud e dal nord dell’Unione Europea, secondo Coldiretti. “Va cancellato definitivamente l’obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni destinati a seminativi imposto dalla Politica agricola comune (Pac).  È una scelta sbagliata come sosteniamo da anni, eredità della folle era Timmermans con il quale ci siamo confrontati molto duramente, unici in Europa, aprendo una breccia. Non ha senso impedire agli agricoltori di non coltivare quote dei loro terreni, quando poi si è costretti ad importare”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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Domani a Bruxelles insieme alla Coldiretti ci saranno dagli spagnoli di Asaja ai portoghesi di Cap, dai belgi dell’Fwa fino ai giovani dell’FJA e molti altri che invadono la capitale dell’Unione per trasformare le proteste in risultati concreti. 

Coldiretti, nell’occasione, ha chiesto anche di tornare a investire nella sovranità e nella sicurezza alimentare europea assicurando più fondi alla Politica agricola comune dopo che la pandemia e le guerre hanno dimostrato tutta la fragilità dell’Unione europea davanti al blocco del commercio mondiale.

“Serve una decisa svolta nelle politiche Europee per valorizzare le proprie terre fertili e fermare le importazioni sleali per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno”, conclude Prandini.

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