Sassari: la cultura si ferma per il Coronavirus.

Ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo è sospesa l’apertura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, fino al 3 aprile. È sospesa l’apertura al pubblico del museo dell’Argentiera e della rete culturale e museale Thàmus: Palazzo di Città, le Stanze e le Cantine del Duca, la Fontana di Rosello, il Palazzo dell’Insinuazione (archivio storico comunale), il Palazzo d’Usini, Monte d’Accoddi e le domus de janas di Montalè a Li Punti. Ai sensi dello stesso decreto, fino al 3 aprile, sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato.

Chiuse al pubblico fino al 3 aprile anche le biblioteche comunali: la sede centrale di Palazzo d’Usini e le sedi decentrate di Caniga e Li Punti. Sono inoltre sospese tutte le attività culturali programmate nelle biblioteche comunali. Il Comune di Sassari sottolinea che in caso di restituzione dei libri in scadenza in questi giorni la durata del prestito è spostata alla riapertura del servizio al pubblico.

Si ferma la cultura…non i controlli! Nel fine settimana la Polizia locale di Sassari ha compiuto 24 controlli, sia durante il giorno sia di notte, nei locali sottoposti alle prescrizioni previste dalle autorità per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid – 19. Le ispezioni hanno riguardato pubblici esercizi, circoli privati, locali di pubblico spettacolo, sale scommesse, sale cinematografiche e sale bingo. La gran parte degli esercenti si sono conformati alle direttive dei decreti del presidente del Consiglio dei Ministri e ribadite con l’ordinanza sindacale del 5 marzo.

Sono stati però denunciati due esercenti. Un pubblico esercizio nel centro urbano, nel quale gli agenti hanno rilevato un sovraffollamento e l’inottemperanza all’obbligo di assicurare la distanza tra persone minima di un metro. Il secondo denunciato è titolare di una sala scommesse, anch’essa nel centro. L’attività non aveva rispettato il divieto di apertura imposto dal Decreto del Primo Ministro Conte dell’8 marzo.

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