Sanità, Nursing Up: “I dati INAIL raccontano la nostra “vita di inferno”. Ecco il bollettino di guerra degli infermieri italiani”. 

Calci in testa, dita mozzate, tendini recisi, malori in seguito ad aggressioni, minacce e anche bottigliate e secchiate sul capo, come di recente avvenuto all’Ospedale del Mare di Napoli. Sono sempre gli infermieri le vittime sacrificali di reazioni incontrollate e vergognose. 

Il “faldone” dei dati Inail, tra contagi legati alla pandemia (gennaio 2020-gennaio 2022) e i drammatici numeri delle violenze perpetrate ai danni degli operatori sanitari (quinquennio 2016-2020), confermano “il dramma quotidiano” dei professionisti della salute. Questa la sintesi del sindacato Nursing Up sulla triste realtà degli infermieri italiani, sempre meno sicuri sul posto di lavoro.

“Noi del Nursing Up, abbiamo cercato di riassumere i dati, mettendo in evidenza come il periodo in questione, il biennio inizio 2020-fine 2021, sia stato, senza dubbio, a dir poco drammatico per gli infermieri italiani. Certo l’emergenza è arrivata come un colpo alla nuca, all’improvviso e nessuno l’aveva immaginata”. Criticità acuite dai numerosi episodi di violenza che, ricorda il Presidente Antonio De Palma, “ci pongono al primo posto come vittime sacrificali della follia altrui”.

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“Pensate davvero – prosegue – che il peggiore nemico degli infermieri italiani sia stato solo l’invisibile virus, oppure il paziente in escandescenza che ci prende a pugni?  Se ad oggi la situazione non è cambiata, se a distanza di tempo, gli operatori sanitari, “ingabbiati” nei turni massacranti e nelle aggressioni perpetrate quotidianamente ai loro danni, ma soprattutto vittime di una valorizzazione economica che ancora non viene realizzata, sono costretti a scendere ancora nelle piazze per denunciare il loro malcontento, fino ad arrivare allo sciopero del prossimo 8 aprile, allora la risposta che vi darete non è certo difficile da immaginare”.

Numeri che parlano chiaro per il numero uno di Nursing Up: “Le nostre infermiere hanno pagato il tributo più pesante, sia a livello di contagi (l’83% del comparto dei tecnici della salute che si sono infettati sono infermiere), sia a livello di decessi (22%, otto vittime su 10 sono infermiere donne). Il biennio 2020-2021 è stato un vero inferno e non potremo mai dimenticarlo. Guardiamo e riflettiamo su questi numeri da film horror – spiega De Palma -. Gli episodi di aggressione e di violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari sono stati oggetto di numerose cronache giornalistiche, che ne hanno evidenziato l’allarme anche dal punto di vista sociale. Si tratta di atti diffusi, che peraltro non sono sempre inquadrabili agevolmente dal punto di vista numerico, perché non denunciati o perché le vittime tendono a soprassedere”. 

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Secondo la Fnopi, in particolare, nove infermieri su dieci sono state vittime di violenza sul luogo di lavoro e gli infermieri, tra gli operatori sanitari, sono i professionisti della Sanità in assoluto più colpiti dagli atti di violenza. Sempre secondo le stime della FNOPI, l’89% degli infermieri è stato vittima di violenza sul lavoro e di questi casi nel 58% (oltre uno su due) si è trattato di violenza fisica. Tra aggressioni fisiche e psicologiche, spesso non denunciate si arriva addirittura a 5mila all’anno.

foto Nursing Up