Ospedali. I capigruppo dell’opposizione scrivono al ministro Speranza: “Grave situazione nell’Isola e discrepanza dei dati comunicati al Ministero”.

I 4 capigruppo dei partiti di minoranza in Consiglio regionale* hanno inviato oggi una missiva al ministro della Salute, Roberto Speranza, per sollecitarne l’intervento in merito alle diverse criticità emerse negli ultimi tempi nei vari presidi ospedalieri dell’Isola: “Intendiamo segnalare la gravissima situazione in cui versano le strutture ospedaliere pubbliche della Sardegna, con particolare riferimento ai Pronto soccorso dei D.E.A. di primo e secondo livello”.

A dir poco ‘telefonata’ l’attribuzione di responsabilità all’attuale maggioranza regionale: “Nell’ultimo periodo gli effetti combinati della diffusione della variante Omicron, anche negli ospedali, e l’aumento delle necessità sanitarie da parte dei pazienti affetti da tutte le altre patologie, uniti all’insipienza con cui la Giunta regionale ha affrontato le emergenze, hanno reso la situazione ancora più esplosiva”.

Eugenio Lai, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Eugenio Lai, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Tra le tante perplessità, andando per un attimo oltre il contenuto della lettera dei capigruppo, anche il trasferimento di circa 1004 unità di personale dalla vecchia ATS alla nuova ARES, tra le quali spiccherebbero, senza alcuna plausibile motivazione, numerose figure sanitarie. Aspetto, quest’ultimo, tutt’altro che trascurabile data la competenza prettamente amministrativistica in capo al nuovo ente voluto dalla riforma sanitaria del centrodestra.

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Tornando, invece, alle criticità riportate nell’epistole dei 4 capigruppo, emergerebbero dubbi circa “la grave discrepanza tra i dati comunicati quotidianamente dalla Regione al Ministero e quelli empiricamente riscontrati negli ospedali più importanti dell’Isola”. “Questo – si legge nella lettera – perché la pratica dei ricoveri in ospedali solo teoricamente non riservati ai pazienti Covid è diventata prassi. A titolo di esempio segnaliamo il fatto che in data 7 febbraio, quando la Regione comunicava la presenza di 361 pazienti ricoverati per Covid, il numero delle persone realmente ospitate da giorni negli ospedali pubblici dell’Isola era superiore alle 500 unità, 63 dei quali negli ospedali della sola ARNAS “Brotzu”, 25 nel solo Pronto Soccorso del Policlinico “Duilio Casula” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari e 15 al Pronto Soccorso del “San Martino” di Oristano. Tale fatto è di eccezionale gravità: priva pazienti sofferenti del diritto di ricevere terapie antivirali specifiche perché nessuno dei medici del Pronto soccorso è stato segnalato come medico prescrittore. Questa situazione sta inoltre creando gravissimi problemi alla gestione quotidiana dei pazienti affetti da altre patologie e al rispetto dei percorsi di sicurezza interni alle strutture ospedaliere. A Sassari – prosegue la nota inviata al ministro Speranza – la carenza cronica di infermieri rischia di far collassare il sistema di primo intervento, con problemi anche ai servizi del 118”.

Gianfranco Ganau, foto Sardegnagol riproduzione riservata, 2020 Gabriele Frongia
Gianfranco Ganau, foto Sardegnagol riproduzione riservata, 2020 Gabriele Frongia

Segnalazioni dovute alla luce del persistente sovraccaricamento dei principali Pronto soccorso nel Sud Sardegna: il “San Michele” dell’ ARNAS “Brotzu” e il “Duilio Casula”. Una situazione di fatto resa più insostenibile e inaccettabile dopo i proclami sulla presunta apertura del Pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari -da dicembre ancora non operativo -, la cui apertura avrebbe indubbiamente riequilibrato gli attuali carichi di lavoro nei Dipartimenti d’emergenza e accettazione della Città Metropolitana di Cagliari.

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“In considerazione di questi problemi prevedibili e tempestivamente rilevati anche nel corso dei lavori della Commissione Sanità del Consiglio regionale, era stato segnalato sin dal mese di agosto l’esigenza di riaprire il prima possibile il terzo Pronto Soccorso della Città metropolitana di Cagliari, quello dell’ospedale “Santissima Trinità” del capoluogo, che nelle prime fasi della pandemia era destinato al trattamento dei pazienti Covid e chiuso dal mese di ottobre 2020. È fondamentale sottolineare – ricordano i 4 mittenti – come in tutto il Sud Sardegna non esista un Pronto Soccorso Covid: non è infatti operativo quello del Santissima Trinità di Cagliari, nonostante l’inaugurazione effettuata dall’Assessore regionale alla Sanità il 24 dicembre 2021. Da allora, però, per imprecisati e mai giustificati motivi, lo stesso non è mai stato reso operativo nonostante il mese di Gennaio abbia visto un incremento abnorme dei ricoveri per Omicron e l’afflusso di pazienti positivi nei due Pronto Soccorso aperti nel Sud Sardegna abbia creato una pericolosa reazione a catena”.

Roberto Li Gioi, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Roberto Li Gioi, foto Sardegnagol riproduzione riservata

“Nonostante l’impegno quotidiano di medici, infermieri e personale sanitario – in corsia anche per 18 ore come accaduto a Oristano nei giorni scorsi – non sono da tempo più garantite le normali prestazioni, che dovrebbero essere tali per le cittadine e per i cittadini di tutta la Sardegna”.

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Criticità, va rimarcato, che non nascono di certo con la Giunta Solinas, bensì da anni di tagli verticali subiti dalla sanità sarda.

*Francesco Agus (Progressisti), Gianfranco Ganau (Partito Democratico), Eugenio Lai (LEU Sardigna), Roberto Li Gioi, (Movimento 5 Stelle).

foto Sardegnagol riproduzione riservata