Oneri per famiglie e imprese, Gentiloni: “Rispettiamo indipendenza BCE”.

Prima di finire “al gabbio” nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione, che coinvolge altri eurodeputati e loro collaboratori in rapporti con il Qatar, l’ex vicepresidente del Parlamento europeo, nonchè esponente del gruppo S&D, Eva Kaili, aveva chiesto l’intervento della Commissione europeo sui repentini aumenti dei tassi di interesse per combattare l’inflazione, adottati dalla Banca Centrale Europea.

Aumenti, come evidenziato dalla stessa Kaili, capaci di “colpire in modo sproporzionato le imprese e le famiglie europee in quanto aumenta uno dei loro costi principali: i prestiti”.

Tassi, come confermato dalla BCE e dall’Euribor, che continueranno ad aumentare fino a quando l’inflazione non diminuirà, tornando al 2%.

Sulle misure in atto nell’Ue per la mitigazione degli effetti sul reddito reale e sui salari nell’UE, il Commissario europeo, Paolo Gentiloni, ha glissato ricordando che “la conduzione della politica monetaria nell’area dell’euro è di competenza esclusiva della Banca Centrale Europea” e ancora che “la Commissione rispetta l’indipendenza della BCE nella conduzione della politica monetaria nell’area dell’euro e non commenta le decisioni di politica monetaria”.

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Superate le premesse istituzionali, il Commissario ha ricordato le ultime misure ideate dalla Commissione per ridurre le bollette energetiche. Tra queste, i tetti alle entrate dei produttori di elettricità e i contributi di solidarietà. “Misure che creeranno entrate per gli Stati membri, che potranno utilizzarle per garantire un sostegno mirato alle famiglie e alle imprese vulnerabili, colpite in modo sproporzionato dall’impennata dei prezzi dell’energia”, ha dichiarato Gentiloni.

Intervento proseguito sulle rassicurazioni verso la solidità del sistema finanziario dell’UE: “Il settore finanziario dell’UE, compreso quello bancario, è in generale molto resistente agli shock. Ha una base di capitale molto elevata e con un livello di prestiti non performanti attualmente molto basso”. Una premessa importante per sottolineare che l’Europa non naviga nelle stesse cattive acque del 2008.

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