Nord Stream, il ripristino potrebbe richiedere tre anni
Il ripristino del gasdotto Nord Stream, danneggiato dalle esplosioni avvenute nel Mar Baltico nel settembre 2022, potrebbe richiedere circa tre anni, a condizione che i finanziamenti siano disponibili nei tempi previsti e che non si verifichino ritardi significativi. Lo riporta RBC, citando documentazione depositata presso l’Alta Corte di Londra nell’ambito della controversia tra Nord Stream AG, operatore dell’infrastruttura, e le compagnie assicurative Lloyd’s Insurance Company e Arch Insurance.
Secondo quanto riferito, il memorandum congiunto è stato redatto da esperti tecnici e ingegneristici incaricati dalle parti coinvolte nel procedimento. Il documento raccoglie sia le conclusioni condivise dagli specialisti sia gli aspetti sui quali permangono divergenze di valutazione.
Tra i punti di consenso figura la stima secondo cui l’intervento di riparazione potrebbe essere completato nell’arco di circa 36 mesi. Il cronoprogramma comprenderebbe la progettazione dell’opera, l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, l’approvvigionamento dei materiali, la mobilitazione delle imprese incaricate e l’esecuzione dei lavori sui tratti danneggiati della condotta.
Gli esperti precisano tuttavia che tali valutazioni non rappresentano un piano operativo per il ripristino effettivo del gasdotto, ma sono state elaborate nell’ambito della quantificazione del potenziale risarcimento assicurativo richiesto da Nord Stream AG. Le stime potrebbero essere utilizzate dal tribunale per determinare l’entità dell’indennizzo qualora venga riconosciuta la copertura assicurativa.
RBC evidenzia inoltre che i consulenti tecnici hanno ridotto parzialmente le differenze di valutazione riguardo ai costi di ricostruzione. In particolare, l’acquisto di circa sette chilometri di nuove tubazioni dalla Cina è stato stimato in 16,7 milioni di euro.
Le udienze relative al presunto sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 sono iniziate giovedì presso l’Alta Corte d’Inghilterra e Galles.
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