“L’Albania non è in vendita”: undici giorni di proteste contro il mega-progetto turistico del genero di Trump
Per l’undicesimo giorno consecutivo, migliaia di albanesi sono scesi in piazza a Tirana per protestare contro il progetto di sviluppo turistico nella zona costiera di Zvernec, nella regione di Valona. I manifestanti si sono radunati in piazza Skanderbeg sotto lo slogan “L’Albania non è in vendita”, per poi marciare verso la sede del governo e chiedere le dimissioni del primo ministro Edi Rama.
Al centro della protesta c’è un controverso piano di sviluppo balneare che, secondo quanto riportato dai media locali, sarebbe riconducibile a investitori vicini a Ivanka Trump e al marito Jared Kushner. Il progetto, stimato in circa 4 miliardi di dollari, prevede la possibile cessione di una spiaggia nell’area di Zvernec. Rama ha smentito qualsiasi legame con la famiglia Trump, ma la procura speciale ha già avviato un’indagine.
Tensioni si sono registrate anche attorno alla Settimana della Cultura Israeliana, in corso a Tirana dal 9 all’11 giugno: bandiere israeliane e striscioni promozionali esposti lungo un viale centrale sono stati in gran parte rimossi mercoledì, dopo le critiche dei manifestanti che li avevano definiti provocatori.
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