Putin e Trump in Alaska: il destino di Zelenskyy (messo in disparte) è già segnato?
Al confine tra ghiacciai e aurore boreali, l’Alaska si prepara a ospitare l’incontro tra due potenze nucleari. Sullo sfondo di sanzioni incalcolabili, scadenze mutevoli e forniture intermittenti di armi e denaro, è stata l’America a scegliere la location, con la Russia che ha accettato prontamente il confronto.
Assente sul palco sarà l’Ucraina, il cui destino appare già segnato. Non sorprende chi conosce le dinamiche internazionali: Zelenskyy, messo in disparte, non potrà che adattarsi alle decisioni prese dai leader di Washington e Mosca, con l’eventuale consolazione di qualche concessione simbolica per salvare la faccia.
Tuttavia – secondo la geopolitcal risk analyst Lily Ong – sarebbe riduttivo pensare che l’incontro riguardi solo l’Ucraina. “La mediazione di Kiev, per quanto mediatica, sarà un dettaglio: il vertice in Alaska servirà soprattutto come piattaforma per manovre strategiche più ampie, sia per Trump che per Putin”.
“Dietro le quinte – prosegue Ong – il presidente americano cercherà di esplorare le opportunità russe nell’Artico, già sondando ambiti sensibili come lo spazio. Putin, acuto osservatore, offrirà incentivi calibrati, a partire dalle rotte commerciali, diritti sulle risorse e infrastrutture per catturare l’interesse di Trump ma senza cedere troppo”.
Trump mantiene comunque un certo margine di leva. Le sanzioni occidentali hanno creato disagi significativi alla Russia, e il presidente USA potrebbe negoziare un loro alleggerimento graduale, mantenendo al contempo la possibilità di fornire armi all’Europa destinate all’Ucraina.
Sul piano bilaterale, Trump potrebbe proporre accordi sulle risorse artiche e sugli interessi militari ed economici, riducendo il ruolo degli altri membri del Consiglio Artico e delineando una nuova architettura di sicurezza nell’Artico e in Europa orientale. Questa mossa invierebbe segnali anche a Pechino: “La riorganizzazione delle alleanze euroasiatiche è nelle mani di Washington”, ha aggiunto Ong.
“In Alaska – conclude – il faccia a faccia tra Putin e Trump potrebbe essere solo l’inizio di mosse più ampie sulla scacchiera globale, segnando un nuovo capitolo della politica internazionale”.
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