L’Albania verso l’UE: progressi record, ma restano i nodi su corruzione, media e ambiente
Il Parlamento europeo ha adottato la relazione annuale sull’Albania, fotografando un Paese che corre verso l’adesione all’Unione europea a un ritmo senza precedenti, ma che deve ancora sciogliere dubbi in materia di Stato di diritto, lotta alla corruzione e libertà di stampa.
Il dato più significativo è quello sui tempi: Tirana ha aperto tutti i gruppi di capitoli negoziali in poco più di un anno , tra ottobre 2024 e novembre 2025 , un risultato che il Parlamento europeo definisce eccezionale. L’Albania punta a chiudere i negoziati di adesione entro la fine del 2027, con l’obiettivo di entrare nell’Unione entro la fine del decennio.
Corruzione: l’Albania scivola nella classifica globale.
Sul fronte più critico, la relazione non lesina rilievi. Nell’indice di percezione della corruzione 2025 di Transparency International, l’Albania è scivolata dall’80° al 91° posto , un arretramento che il Parlamento definisce preoccupante. Nonostante i passi avanti sul piano legislativo e istituzionale, Bruxelles chiede risultati concreti in termini di indagini, azioni penali e condanne definitive, soprattutto nei casi di corruzione ad alto livello. La Struttura speciale anticorruzione SPAK viene elogiata, ma si chiede che ne siano garantite indipendenza operativa e risorse adeguate senza limitarne i poteri investigativi.
Giustizia e magistratura: passi avanti ma le pressioni politiche persistono.
Il processo di verifica di giudici e pubblici ministeri ha prodotto risultati tangibili in termini di integrità del sistema giudiziario. Tuttavia, il Parlamento europeo segnala che la magistratura continua a subire pressioni politiche, e chiede una piena e tempestiva attuazione delle decisioni della Corte costituzionale da parte dei poteri esecutivo e legislativo.
Sul fronte della libertà di stampa, una notizia positiva: nell’indice 2025 di Reporter senza frontiere l’Albania è risalita dall’99° all’80° posto. Un miglioramento che non basta però a placare le preoccupazioni di Strasburgo, che condanna fermamente le campagne diffamatorie, le molestie online , spesso a sfondo misogino , e la retorica antimediale di alcuni funzionari di governo nei confronti dei giornalisti che si occupano di corruzione e affari giudiziari. Resta aperta anche la questione della mancata depenalizzazione della diffamazione.
Elezioni: il quadro regge, ma le irregolarità preoccupano.
Le elezioni parlamentari del maggio 2025 si sono svolte in un quadro giudicato “sostanzialmente adeguato”, ma la missione ODIHR ha rilevato criticità persistenti: uso improprio di risorse pubbliche a fini elettorali, accuse di compravendita di voti e pressioni sugli elettori. Il Parlamento europeo chiede una riforma elettorale globale, condotta in modo inclusivo e in anticipo rispetto ai prossimi cicli elettorali.
Un capitolo a parte merita la questione ambientale, che acquisisce particolare rilevanza alla luce delle recenti proteste contro il progetto di resort di Jared Kushner. Il Parlamento europeo deplora esplicitamente la proroga della legge sugli investimenti strategici del 2015 , che prevede procedure di autorizzazione accelerate e controlli ambientali ridotti , e chiede l’abrogazione delle modifiche del 2024 alla legge sulle aree protette, che hanno aperto la strada a sviluppi turistici su larga scala in zone fino ad allora tutelate.
Diritti, minoranze e parità di genere.
La relazione esprime allarme per il peggioramento dell’indice sulla parità di genere: l’Albania è scesa dal 23° al 36° posto nella classifica del World Economic Forum e per la disinformazione e la retorica d’odio contro le persone LGBTIQ+. Si chiede al governo di Tirana di introdurre misure legali in linea con l’acquis europeo.
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