Non solo Welfare: proseguono le audizioni sul Ddl Giovani e Servizio Civile
Prosegue in Commissione Affari Sociali il ciclo di audizioni dedicato al disegno di legge per il “riordino della materia giovanile e del Servizio Civile Universale (SCU)“. Il confronto ha visto la partecipazione di realtà chiave come l’ASviS, l’Agenzia Italiana per la Gioventù e il Consiglio Nazionale dei Giovani, delineando una visione comune: la necessità di ammodernare gli strumenti legislativi senza però snaturare i valori fondanti del servizio.
Difesa della Patria e valori costituzionali
Uno dei temi centrali emersi durante gli interventi di Legambiente e Andrea Ferrazzi (ASviS) riguarda l’identità del Servizio Civile. È stata ribadita con forza la necessità di non confondere il SCU esclusivamente con una politica di welfare giovanile o di inserimento lavorativo. Il Servizio Civile resta, prima di tutto, uno strumento di difesa non armata della Patria e di promozione dei valori costituzionali. In quest’ottica, le associazioni hanno espresso preoccupazione per una delega al Governo troppo ampia e per l’attuale carenza di investimenti, fattori che potrebbero pregiudicare l’efficacia della riforma.
Sostenibilità e nuove misure operative
Il dibattito ha toccato anche il concetto di sostenibilità, che non deve essere interpretata solo in chiave ecologica. La lotta alla povertà e la parità di genere rimangono pilastri fondamentali dell’azione sociale. Sul piano tecnico, Federica Celestini Campanari (Agenzia Italiana per la Gioventù) ha invece sottolineato la positività di misure immediatamente operative come lo youthwork e l’introduzione di sistemi di monitoraggio simili allo “Youth Check” europeo, necessari per valutare l’impatto reale delle politiche sulle nuove generazioni.
Competenze e coinvolgimento del Terzo Settore
Organizzazioni come il Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici (CNGEI) e la Croce Rossa hanno posto l’accento sulla valorizzazione delle competenze acquisite dai volontari. La sfida sarà garantire una certificazione formale di tali abilità che eviti sovrapposizioni burocratiche. Resta prioritario, secondo i rappresentanti dei volontari, un coinvolgimento strutturato del Terzo Settore e del Consiglio Nazionale dei Giovani all’interno dell’Osservatorio permanente, affinché la riforma non resti un mero esercizio legislativo, ma diventi un motore di crescita per l’intero Paese.
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