Sport e giovani, Abodi: “Rendere oratori testimonianza attiva delle buone pratiche ambientali”.

E’ iniziata con una premessa autobiografica l’audizione del ministro dello Sport e delle Politiche giovanili, Andrea Abodi, sulle linee programmatiche del suo dicastero: “Sono arrivato a ricoprire questo incarico dopo 40 di esperienza nello sport. Ho presieduto la Serie B per 7 anni e per 5 anni l’Istituto di Credito Sportivo, l’unica al mondo ad occuparsi esclusivamente di sport e di cultura”.

Una metodologia di lavoro che dovrà partire dall’ascolto dei portatori di interesse: “Lo sport può trovare punti di contatto per la sua capacità di coinvolgimento collettivo”, ma tra i portatori di interesse citati nel corso dell’audizione il ministro ha indicato esclusivamente il CONI e il Comitato Italiano Paralimpico. Per gli altri portatori di interesse, probabilmente o per svista, si vedrà alla luce dell’assenza di altri riferimenti nell’audizione sulle linee programmatiche dell’esponente del Governo Meloni.

Successivamente, tra i suoi obiettivi programmatici il ministro Abodi ha proposto di inserire lo sport in Costituzione ed estendere la “cultura del movimento” in tutto il ciclo delle scuole primarie. Accenno poi alle infrastrutture sportive scolastiche: “Non siamo ancora in linea con il dato europeo circa la presenza di impianti sportivi nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado. E’ nostro impegno cercare di migliorare questa percentuale, partendo dalle zone più disagiate e periferiche. Il Pnrr, in questo senso, non ha lasciato grandi opportunità se immaginiamo che solo lo 0,15% è stato dedicato alle palestre scolastiche”.

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Ripristinare, ancora, i Giochi della Gioventù sarà uno degli obiettivi del ministro Abodi. Insomma per le politiche giovanili nel Paese, fino a prova contraria, l’idea che si sia in assenza di idee innovative rappresenta una certezza.

La parità di genere e l’efficientamento energetico degli impianti saranno le altre priorità dell’azione di Abodi: “Vi segnalo – ha dichiarato l’esponente dell’Esecutivo Meloni – la misura che ho finanziato sulla maternità delle atlete. Rappresenta simbolicamente l’impegno che cercherò di sostanziare nella quotidianità”. “Mi auguro che un giorno, spingendo un bottone, sia possibile conoscere il consumo cumulato di energia dei nostri impianti sportivi. Credo che i nostri impianti sportivi, a partire dagli oratori, possano essere considerati come comunità energetiche. Stiamo sviluppando con la Conferenza Episcopale un programma di attività che ci porterà in tutta Italia per alfabetizzare gli oratori in questo senso per rendere gli oratori testimonianza attiva delle buone pratiche ambientali”. L’impressione che il paradigma italiano per i giovani continuerà ad essere affrontato con iniziative del tutto estemporanee, scollegate con il tema delle politiche giovanili e decise autoreferenzialmente tra istituzioni, senza il coinvolgimento dei beneficiari finali, ovvero i giovani, è decisamente palpabile.

Interessante poi il punto condiviso da Abobi sulla promozione dei valori dell’olimpismo, in un periodo storico dove una delle istituzioni di vertice dello sport mondiale, la FIFA, è stata tacciata, dallo stesso Parlamento europeo, di essere “poco trasparente” e di aver “danneggiato l’immagine del calcio mondiale” in occasione dei Mondiali invernali 2022 in corso in questi giorni in Qatar. Il Parlamento , in particolare, ha esortato, recentemente, i Paesi UE, in particolare quelli con grandi leghe nazionali di calcio, come la Germania, la Francia, l’Italia e la Spagna, a esercitare pressioni sulla UEFA e sulla FIFA affinché quest’ultima si impegni a realizzare adeguate riforme. Tra queste, l’introduzione di procedure democratiche e trasparenti per l’assegnazione dei mondiali di calcio e la rigorosa applicazione dei diritti umani e dei criteri di sostenibilità per i Paesi ospitanti. Elementi decisamente assenti all’interno dell’edizione invernale 2022 in Qatar. Ma ai giovani, ascoltando lo speech del ministro, bisogna insegnare i valori dello sport. Certo! Dall’alto e, probabilmente, attraverso le stesse istituzioni irrispettose dei valori democratici.

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Sui grandi avvenimenti Abodi ha poi citato le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: “E’ importante la comunicazione e la capacità di ascolto. Dobbiamo colmare la distanza tra le cose che facciamo e la percezione che il cittadino ha, perché c’è un mismatch che va colmato. C’è bisogno di spiegare meglio gli impatti legati alle infrastrutture e l’eredità che lasciano i giochi olimpici”.

47 minuti di audizione, concludendo, calibrati sullo sport, la sua fiscalità, l’efficientamento energetico degli oratori per il tramite della “collaborazione della Conferenza Episcopale” e, poco o nulla, sulle politiche giovanili. Una delega, quest’ultima, orfana di attenzione come confermato pure da questo Governo Meloni, ascoltando le linee programmatiche condivise dal ministro Abodi.

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Ma a rendere più cupo il quadro per i/le giovani italiani/e ha dato il suo contributo il tenore della discussione politica dei deputati intervenuti al termine dello speech del ministro Abodi. Interposizioni parlamentari decisamente fuori dai radar del tema della questione giovanile italiana, erroneamente ascritta al tema dello sport e della pratica sportiva nelle scuole…sfortunatamente anche da parte di questa Legislatura.

Nonostante l’esistenza pluriennale di programmi importanti quali l’Erasmus+, il Corpo europeo di Solidarietà (descritte come le migliori buone pratiche in Europa), di professionalità nel settore della gioventù, come gli youth worker, di attività per l’inclusione dei giovani (a partire dagli scambi giovanili, progetti di solidarietà, ecc.), nessun accenno o tentativo di illuminare la discussione è pervenuto da parte dei deputati/e intervenuti, come a confermare la mancanza di competenza nel settore della gioventù da parte degli esponenti di tutto l’arco parlamentare.

Qualcuno, giusto per citare uno dei tanti fenomeni negativi legati alla gioventù in Italia, ha ancora il coraggio di sorprendersi dell’astensione al voto da parte dei/delle giovani italiani/e?

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