Mobilità militare, Mularczyk incalza la Commissione: “Definire i corridoi e riconoscere il ruolo dei Paesi di frontiera”.
Con il programma europeo per la mobilità militare destinato a vedere il proprio budget salire fino a 17,5 miliardi di euro, oltre dieci volte la dotazione originaria, il dibattito sulle priorità e sui criteri di accesso ai fondi si intensifica. In questo contesto, la Polonia, considerata Paese di transito strategico e frontiera orientale dell’Unione, rivendica un ruolo di primo piano.
L’eurodeputato Arkadiusz Mularczyk ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione scritta chiedendo chiarimenti sulla concreta attuazione del programma. Mularczyk ricorda che la Polonia ha già realizzato 14 progetti per un valore complessivo di 222 milioni di euro, tra cui interventi importanti nei porti e negli aeroporti nazionali, e ritiene che nella nuova programmazione alcune opere possano risultare decisive, come la Red Road a Gdynia, i collegamenti con il terminal di Świnoujście e la modernizzazione della strada statale DK16.
Nel suo quesito, l’eurodeputato chiede innanzitutto se i futuri corridoi europei dedicati alla mobilità militare siano già stati delineati o se il loro tracciato sia tuttora oggetto di pianificazione. Sollecita inoltre Bruxelles a chiarire se i Paesi di frontiera, proprio per il loro ruolo nel sistema di sicurezza dell’Unione, potranno godere di un trattamento preferenziale nell’accesso ai fondi. Infine, domanda se il programma sarà soggetto a condizionalità legate al rispetto dei criteri sullo Stato di diritto, come avvenuto nel caso del Recovery Fund.
L’iniziativa arriva mentre l’Europa accelera gli investimenti infrastrutturali per rafforzare la propria capacità di movimento militare e mentre i governi dell’Est chiedono che le scelte strategiche dell’UE riflettano la loro posizione geopolitica e le responsabilità che ne derivano.
foto Air Force Tech. Sgt. Sarah McClanahan, National Guard
