Meritocrazia Italia: “Politiche giovanili necessitano di scelte coraggiose”.

Le politiche per i giovani sono state al centro della quattordicesima riunione del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, del movimento Meritocrazia Italia. Una novità guardando al desolante panorama politico italiano dove le politiche giovanili continuano a non ricoprire alcuna posizione rilevante nell’agenda di Governo – come rilevato dagli scarsi risultati ottenuti dai due ministri pentastellati Spadafora e Dadone – e tra gli enti territoriali italiani (salvo rare eccezioni).

Criticità che hanno portato i/le giovani italiani/e a vivere in un Paese incapace di offrire adeguati livelli di indipendenza economica: “Nel 2020 – spiegano da Meritocrazia Italia – il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è salito al 29,8%. Il divario tra i giovani evidenziato a livello territoriale si riflette anche nella componente di genere: se i ragazzi residenti al Nord risultano i più occupati (con il 42,2%), le ragazze della stessa fascia di età residenti nel Mezzogiorno non superano il 14,7% (valore in diminuzione rispetto al 2019 in cui era pari al 16,8%). I dati della povertà assoluta indicano un peggioramento generalizzato negli ultimi dieci anni, condizione aggravata dalla pandemia. Evidente è la riduzione delle possibilità di molti nuclei familiari di investire nell’educazione dei propri figli; gravissimo, considerata la correlazione inversa tra livelli di istruzione e povertà”.

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Per invertire la rotta, secondo gli esponenti del movimento, bisognerebbe partire dalla modifica del sistema del Reddito di Cittadinanza – decisamente lesivo della produttività in un Paese noto per l’accentuazione delle attività assistenziali -, per proseguire con la lotta al lavoro sommerso e la previsione di contributi per l’inclusione lavorativa dei giovani.

Da risolvere anche la mancanza di sinergia tra i principali attori coinvolti nel processo di inclusione dei/delle giovani italiani/e (scuole, imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni giovanili).

Scelte politiche coraggiose che, come rilevato anche nell’ultimo decreto firmato dalla ministra Fabiana Dadone, continuano a mancare nel panorama italiano, a partire dall’assenza del requisito della progettazione partecipata – tra pubbliche amministrazioni, giovani e organizzazioni giovanili – nella costruzione di politiche giovanili di qualità.

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