“Interferenze straniere”. Zelensky vuole una lista dei “fan di Putin in Italia”.

Nonostante per anni si sia pompata l’idea di un Governo di Kiev democratico, vittima dell’aggressione russa, agli osservatori (quelli attenti) continuano a non sfuggire le “sbavature” in materia di Stato di diritto all’interno del sistema ucraino. Una realtà di fatto che continua a fare poca breccia, purtroppo, tra gli “estrenui difensori” dei valori dell’Ue sparsi tra la Commissione, Parlamento e il Consiglio europeo.

Dopo la pagina di proscrizione curata dai servizi segreti, che ha causato numerosi morti tra i “nemici interni dell’Ucraina” (definiti unilateralmente tali poichè contrari alla linea governativa di Kiev) e l’alto livello di corruzione nel Paese arriva la nuova uscita (“sempre democratica”) del Presidente-attore Zelensky, espressosi a favore della redazione di una lista “dei fan di Putin in Italia” nel corso di un incontro con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Incontro nel quale il numero 1 del Governo di Kiev aveva anche dichiarato che il Governo Italiano avrebbe dovuto “cancellare i visti e mandarli via”.

LEGGI ANCHE:  Infrazione delle direttive UE: le decisioni della Commissione europea.

Note di profondo spirito democratico che dovrebbero facilitare la comprensione su chi stiamo finanziando da tempo con munizioni, missili e assistenza macrofinanziaria, mentre nell’Unione europea si propongono provvedimenti contro alcuni Stati membri, agitando lo “spauracchio” dello strumento della condizionalità dello Stato di diritto.

A ricordare i bug all’interno del sistema ucraino e a suggerire un tentativo presunto di intimidazione verso i dissidenti in Italia della politica estera del Governo rispetto alla guerra in Ucraina, è stato recentemente l’eurodeputato dei Verdi/ALE, Piernicola Pedicini: “Il presidente Zelensky ha dichiarato, in presenza della presidente Giorgia Meloni, che preparerà una lista dei “fan di Putin in Italia” e ha aggiunto che il Governo Italiano dovrebbe – di questi individui che Zelensky individuerà – “cancellarne i visti e mandarli via”. L’Ucraina – si legge nel testo dell’interrogazione parlamentare – ha già attiva una pagina di proscrizione curata dai servizi segreti – myrotvorets.center – dove vengono segnalati e pubblicati gli indirizzi dei “nemici dell’Ucraina”, come avvenuto nel caso dello scrittore ucraino Oles’ Buzyna e dell’ex parlamentare Oleh Kalašnikov, che sono stati assassinati senza che siano stati condannati nemmeno i colpevoli. Si ricorda che suddetto sito già nel 2016 ha pubblicato i dati personali di 4 508 giornalisti e altri membri dei media di tutto il mondo. Il Parlamento europeo ha chiesto la chiusura del sito ma, nonostante ciò, i servizi segreti ucraini ritengono lecite le suddette attività”.

LEGGI ANCHE:  Sardegna, potenziati i servizi regionali a supporto dei cittadini ucraini.

Un intervento parlamentare (uno dei pochi per dirla tutta) che ha registrato ieri, dopo 3 mesi, la risposta ‘evasiva’ dell’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell i Fontelles: “Le dichiarazioni del presidente Zelensky sono state rilasciate nel contesto delle relazioni bilaterali tra l’Italia e l’Ucraina. Per quanto concerne la politica dei visti, spetta agli Stati membri esaminare le domande di visto e decidere in merito. La questione della divulgazione dei dati personali dei cittadini dell’UE senza il loro consenso è stata affrontata con le controparti ucraine in varie occasioni”. Ricordiamolo, senza successo!

“La Commissione – prosegue Borrell – continua a invitare le autorità ucraine ad adottare le misure necessarie per evitare qualsiasi diffusione illegale di dati di carattere personale. Come riportato nella comunicazione della Commissione sulla politica di allargamento dell’UE dell’8 novembre 2023, l’Ucraina è incoraggiata a proseguire con il lavoro di allineamento all’acquis dell’UE, anche in materia di protezione dei dati personali, per soddisfare i requisiti della convenzione 108+ del Consiglio d’Europa per la protezione delle persone rispetto al trattamento dei dati di carattere personale e i requisiti del regolamento generale sulla protezione dei dati”.

LEGGI ANCHE:  Fiscalità. Il Parlamento europeo chiede maggiore trasparenza sulle multinazionali.

foto Copyright: European Union