Infanzia e adolescenza, Commissione per le Pari Opportunità: “Mancata assegnazione del mandato per il nuovo Garante”.

La Commissione Regionale per le Pari Opportunità ha stigmatizzato oggi, attraverso una nota stampa, la mancata assegnazione da parte del Consiglio regionale, del ruolo di Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, non ancora ricoperto dopo la scadenza del termine del precedente mandato, risalente al mese di febbraio 2021.

“L’assenza di questa importante figura istituzionale di riferimento dei profondi disagi del mondo giovanile e soprattutto infantile – si legge nella nota della Commissione – è quanto mai sentita in questo momento nel quale stanno cominciando a farsi sentire gli effetti devastanti conseguenza del lungo periodo pandemico”.

“Il crescente numero di suicidi tra i minori, i disagi manifestati anche in senso antisociale, l’isolamento, la depressione di cui sono testimoni familiari ed insegnanti, devono fare riflettere perché al più presto vengano introdotti programmi diretti all’aiuto e al sostegno dei soggetti minori. La nomina del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza rappresenta dunque un tassello importante e una figura determinante per gestire le situazioni critiche che si stanno verificando attorno ai e alle minori. Situazioni – prosegue la nota – che devono subire senza spesso comprenderne appieno il significato. Privati dei luoghi di socializzazione, con una scuola che li accoglie a singhiozzo con mascherine e distanziati tra loro, si ritrovano confusi ed impauriti di fronte ad una rappresentazione della realtà allarmante”.

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Mancata assegnazione che per la Commissione potrebbe convalidare discriminazioni dal punto di vista sociale, educativo, culturale ed economico e privare i minori di una migliore prospettiva del loro futuro.

Una critica all’operato del Consiglio regionale che, per certi versi, non può che suonare come pretestuosa alla luce dell’assenza di una analisi – non ancora pervenuta da parte della Commissione per le Pari Opportunità – circa gli scarni risultati prodotti in materia di Politiche giovanili nel corso della XVI Legislatura. Anni dove le istanze dei giovani – siamo pronti a sostenere qualsiasi contraddittorio in merito – non sono state poste in cima alle priorità della politica regionale (in perfetta continuità con il passato) come confermato anche dalla mancata audizione in Consiglio e nelle Commissioni permanenti dei principali portatori di interesse del mondo giovanile, o, ancora, come dimostrato dal flemmatico percorso per l’adozione di una legge di sistema per le politiche giovanili. Paradigma, vale la pena ricordarlo, ancorato, nel 2022, alla famigerata legge 11 del 15 aprile 1999, sulla quale non risulta agli atti alcuna nota della Commissione Pari Opportunità circa la ‘compassionevole’ dotazione finanziaria messa a disposizione dei giovani sardi: 10 milioni di vecchie lire, pari a circa 5mila euro.

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Sarebbe stato interessante e autorevole il commento della Commissione per le Pari Opportunità anche nell’occasione della proposta di legge per l’istituzione del Consiglio regionale dei giovani, la cui elezione – nelle more dell’approvazione di un regolamento interno – resterà facoltà dei partiti dell’Aula, con buona pace per l’innovazione nel campo delle politiche giovanili nell’Isola. Commento, però, non espresso dalla Commissione Pari Opportunità.

Riflessioni dovute in assenza di una non pervenuta azione di advocacy dell’organismo – istituito con la Legge Regionale n. 39 del 13 giugno 1989 -, nel merito della qualità degli interventi a favore dei giovani sardi.

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