Il NextGenerationEU verso la chiusura: la Commissione pubblica le linee guida per il giro di boa
Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. La Commissione europea ha pubblicato oggi le linee guida operative per la chiusura del Recovery and Resilience Facility (RRF), il pilastro centrale di NextGenerationEU da 723,8 miliardi di euro varato nel 2021 per traghettare l’Unione fuori dalla crisi pandemica e rafforzare la competitività degli Stati membri nel lungo periodo.
Il documento fornisce agli Stati membri le istruzioni tecniche necessarie per gestire la fase finale del programma, con particolare attenzione alle richieste di pagamento conclusive e alle scadenze ormai imminenti. Le linee guida affrontano anche i casi più spinosi: quelli in cui traguardi e obiettivi non siano stati raggiunti in modo soddisfacente.
Le scadenze da rispettare.
Il calendario è serrato e non ammette deroghe. Il termine ultimo per il conseguimento di milestone e target è fissato al 31 agosto 2026. Gli Stati membri dovranno presentare le richieste di pagamento finale entro settembre 2026, mentre la Commissione dovrà completare tutti i pagamenti entro il 31 dicembre 2026. Dopodiché, il sipario si chiuderà sulla fase di finanziamento del programma.
Ma attenzione: la chiusura del RRF non significa la fine degli obblighi. Le linee guida dedicano ampio spazio agli adempimenti post-2026, che includono rendicontazione, monitoraggio, controllo, audit e conservazione dei dati. Una clausola che ricorda agli Stati membri come l’accesso ai fondi europei comporti responsabilità durature, ben oltre l’incasso dell’ultima rata.
Riforme come condizione, non come optional.
Vale la pena ricordare che l’accesso alle risorse del RRF non è mai stato automatico: i fondi sono stati, e restano , condizionati all’effettiva attuazione delle riforme e degli investimenti previsti nei rispettivi Piani nazionali di ripresa e resilienza. Un meccanismo che ha messo più di un governo europeo sotto pressione, e che nella fase conclusiva rischia di penalizzare chi ha accumulato ritardi o non ha rispettato gli impegni presi.
Per l’Italia, che del RRF è la principale beneficiaria, le prossime settimane saranno decisive.
